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giovedì 25 marzo 2010

La Truffa

“La Truffa: Il Sanguinario Scontro dei Depositari del Sale della Democrazia”


Amici! Sto per descrivervi un evento, ormai passato da alcune settimane, ma che s’inscrive in un contesto giornalistico-informativo ormai lobotomizzato che serve soltanto come megafono di una battaglia “Politico-Ideologica”che c’è in questo paese. Il 14 febbraio 2010, il “ TG1” delle 20: 00, trasmise un servizio giornalistico sulla visita di Joseph Ratzinger all’ostello della caritas di Roma situato vicino alla stazione termini di Roma. A tale incontro, secondo l’addetto stampa della caritas di Roma, (Alberto Colaiacomo), c’erano 200 volontari e altre 300 persone divise tra Clochard e una folta rappresentanza delle loro famiglie. Colaiacomo ha anche dichiarato, in un’intervista telefonica col vostro cronista Antonio Aroldo, che, subito dopo l’incontro tutti gli ospiti del suddetto ostello, sono stati invitati a trasferirsi alla mensa di piedi ponte Casilino. In quella dell’incontro, infatti, si doveva smontare il “Palco del Papa”. Colaiacomo, nella medesima intervista, ha inoltre dichiarato che la mensa di piedi ponte e quella dell’ostello della stazione termini, erano distanti soltanto cinquecento metri. Il vostro cronista, grazie al suo grande acume investigativo, scopre per prima cosa che la reale distanza tra le due mense, in realtà, è di almeno 3Km. Le cose, infatti, secondo una testimonianza di una Clochard, (che mi è stata fornita da una fonte anonima), non sono andate come descritte da Colaiacomo. L’incontro, infatti, secondo tale testimonianza, si sarebbe svolto soltanto con il gruppo dei volontari. Gli ospiti, in realtà, sarebbero stati spostati alla mensa di Piedi Ponte Casilino, già prima dell’arrivo del Papa. La Clochard, infatti, ha affermato che ha dovuto mangiare in un posto lontano dal solito e che non è riuscita a vedere il Papa e che tra l’altro è stato difficile spostarsi per la lontananza. Tale dichiarazione è in qualche maniera confermata dal fatto che, come ho già avuto modo di evidenziare, la distanza fra Ponte Casilino e la mensa della stazione Termini è di 3 Km e non di 500 metri come ha affermato Colaiacomo. I problemi enunciati dalla signora, secondo la mia fonte che lavora all’interno della “Caritas”, accomunano la maggior parte degli ospiti del suddetto vassoio per prendere le portate. Arrivati a questo punto, una domanda sorge spontanea: se l’incontro si è svolto come ha affermato Colaiacomo, perché la signora che mi ha reso la testimonianza è rimasta fuori; come mai gli ospiti dell’ostello della “Stazione Termini”, pur avendo grossi problemi di mobilità, hanno dovuto percorrere tanta strada per mangiare? Le dichiarazioni che mi sono state rese dalla signora e dalla mia fonte, in buona sostanza, concordano nell’affermare che l’incontro è avvenuto soltanto con i volontari. Chi afferma la verità! Che cosa è realmente accaduto quel 14 febbraio 2010! Il servizio del TG1, commentato da Fabio Zavattaro e montato da Susanna Munisso, infatti, secondo la mia fonte è montato, per la maggior parte, da immagini di repertorio. Fidandomi cecamente di ciò che mi era stato detto, ho fatto il possibile per far expertizzare il video in questione da un tecnico cinematografico laureato al “Dams” di Bologna con il massimo dei voti. Egli, soltanto il 25 marzo scorso, mi ha dato per telefono i risultati della sua analisi. Ebbene, miei cari amici, mi dispiace ammetterlo ma la mia fonte mi ha detto una cosa non vera! Le immagini del video, infatti, secondo Andrea Bagnale il tecnico in questione, sono tutte immagini contemporanee dell’evento descritto. Mi dispiace aver perso tanto tempo per verificare questa cosa e a farvi leggere il mio nuovo articolo; ero convinto che la mia fonte dicesse il vero soltanto in quel determinato giorno, mi sono reso conto che la mia informatrice è completamente accecata da un odio viscerale verso la religione cattolica. Nello stesso tempo, però, anche Colaiacomo, mi ha propinato “Notizie False”; quindi, voi capite che io e forse anche la mia informatrice, siamo incappati in una fredda partita di “Ping-Pong”, dove tutti noi siamo le “Palline”. Io stesso, come voi ben sapete, non sopporto assolutamente né il Papa, né la chiesa cattolica. I miei sentimenti e le mie “Idee Politico-Religiose”, però, non possono mai offuscare la realtà dei fatti che ogni buon giornalista che si rispetti deve sempre seguire senza farsi mai condizionare da idee preconcette ho addirittura che rasentano il fanatismo di qualcun altro. Questo mio discorso, forse non sarà condiviso nella sostanza da molti miei colleghi, poiché abbiamo un governo che abitualmente manipola l’informazione giornalistica per i propri fini facendo raccontare ai giornali e ai telegiornali le proprie verità, (penso al caso Minzolini), ma credo che tutto ciò debba cambiare altrimenti non saremo mai un paese libero.

Antonio Aroldo

lunedì 1 marzo 2010

Marco Travaglio Oscurato


Marco Travaglio Oscurato


La scorsa settimana è scomparso da YouTube il video: "I bertoladri" di Marco Travaglio tratto dalla sua trasmissione Passaparola. Il filmato è riapparso dopo un paio di giorni in seguito alle azioni del mio staff. Il motivo riportato da YouTube per la cancellazione del video era: "Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset".

Travaglio è stato intervistato a casa sua a inquadratura fissa. Né lui, né la sua abitazione sono (per ora) di proprietà di Mediaset. Il copyright sulle parole e sui cittadini non è ancora stato introdotto per legge. In futuro, forse, per comparire su Internet bisognerà chiedere il permesso a Ghedini.

YouTube è stata costretta a rimuovere il filmato. La violazione di copyright da parte di terzi riconosciuti rende automatica l'operazione. Chi ha subito la cancellazione può fare reclamo assumendosi le responsabilità della eventuale violazione. Di solito il filmato, se lecito, viene ripubblicato in poche ore. In questo caso non è successo. Sono stati necessari giorni, email e telefonate. Infine, una imbarazzatissima YouTube, ha ricaricato il video e inviato il seguente messaggio al blog:

"Per ordine del giudice della causa civile promossa dinnanzi al Tribunale civile di Roma da RTI contro YouTube, ci è stato ordinato di consentire al Consulente incaricato dal giudice di effettuare verifiche sul corretto funzionamento del sistema di Content ID. La rimozione del video in questione è avvenuta nel corso di queste verifiche ad insaputa di YouTube. Non appena abbiamo avuto notizia ci siamo attivati per risolvere l'inconveniente contattando il Consulente. Va ricordato che YouTube è un hosting Service Provider e nel caso di segnalazioni relative al copyright ha l'obbligo di rimuovere i contenuti segnalati."

Riepilogo:

- è in corso una causa tra RTI del gruppo Mediaset e YouTube

- il tribunale di Roma incarica un perito di controllare come funziona la gestione dei video su YouTube

- il perito su milioni di video controlla quello di Travaglio che riguarda Bertolaso e lo disabilita senza informare YouTube

- il video non viene ripristinato dopo l'operazione di controllo

- il video viene oscurato dichiarando il falso: "violazione del copyright".

Quante violazioni della legge sono avvenute per un solo video? Lo chiederò ai miei legali.

Di questa vicenda l'aspetto più grave non riguarda il mio blog, ma la rimozione di centinaia di filmati di blogger, magari perfettamente legittimi, con la scusa del copyright. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

http://www.youtube.com/watch?v=GA3M0GgYsXM