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lunedì 31 agosto 2020
“Procurare la Morte per avere il Paterno Affetto di un Grande Manipolatore”
La Morte di Hermann Göring, come vi ho già evidenziato, fu causata da una pasticca di Cianuro che gli fu data da un Ragazzo, un ventenne appartenente alle Forze Statunitensi. Procediamo, però, con ordine e calma. Il Giovane Soldato Americano, tanto per chiarirci, sentiva fortemente la mancanza della Figura Paterna! Egli, in altre parole, vide nel Gerarca Nazista un Valido Sostituto del Genitore Mancante. Göring, infatti, grazie al suo Grande Carisma da Bravo Manipolatore, riuscì ad avere un Forte Ascendente su quella giovanissima guardia. Questo significa che quel determinato ragazzo avvertiva fortemente la necessità di dover colmare quel vuoto nella Sua Vita, così come l’aveva fatto Telemaco nel Famoso Poema Omerico l’Odissea. I primi libri di questa famosissima Opera, difatti, sono anche chiamati dagli esperti: “Telemachia”. Il Militare che controllava la cella dell’ex Delfino di Hitler, cioè, non era altro che un “Desiderantes” (Desiderante), colui che aspetta il ritorno del “Genitore” per avere Radici Forti a cui appoggiarsi in mondo in apparente dissoluzione. Quel secondino, così particolare, fornì la Pasticca di Cianuro a quel determinato Prigioniero, per “Mettersi in Moto” verso la Figura Paterna. Egli, in altre parole, aveva, avrebbe detto, Massimo Recalcati, il “Complesso di Telemaco”.
Antonio Aroldo
lunedì 27 luglio 2020

[2]La
Presa della Bastiglia del 14 luglio 1789 spinse il Governo Francese a un’Amnistia
Generalizzata. Una delle tante persone che uscirono fu la Bella Jeane Valois. La
nostra protagonista, è da non crederci, appena uscita dal Carcere, ebbe un
altro incontro a sorpresa con Maria-Antonietta che l’aspettava fuori dalla
prigione per chiederle una cosa: perché vi siete tanto accanita contro di me? La
giovane, lanciandole un Fulminante Sguardo di Pietra, rispose: il giorno in cui
vi sono venuta a trovare a Palazzo, voi, avete riso perché io ero Svenuta. Ella,
poi, continuò dicendo: se voi, quel giorno, m’aveste trattato con più
gentilezza, io non avrei fatto mai la metà delle cose che ho ideato!
Antonio Aroldo
venerdì 24 luglio 2020
[2]L’ultima
mal
attia
di Edoardo VI, era qualcosa che colpiva braccia e gambe. Esse, infatti, erano
diventate grandi e gonfie come dei Salvagenti. Una cosa, questa, dovuta, forse,
alla Grande Immobilità alla era costretto per via dei medici: fatto sta che,
tale condizione, lo costringeva a stare disteso, immobile come una Mummia a
braccia aperte. Le sue ultime parole, di una persona che fu pungolata,
torturata, studiata, probabilmente usata come “Cavia da Laboratorio”, furono: “Sono
Contento che sia Finita”.
attia
di Edoardo VI, era qualcosa che colpiva braccia e gambe. Esse, infatti, erano
diventate grandi e gonfie come dei Salvagenti. Una cosa, questa, dovuta, forse,
alla Grande Immobilità alla era costretto per via dei medici: fatto sta che,
tale condizione, lo costringeva a stare disteso, immobile come una Mummia a
braccia aperte. Le sue ultime parole, di una persona che fu pungolata,
torturata, studiata, probabilmente usata come “Cavia da Laboratorio”, furono: “Sono
Contento che sia Finita”.
Antonio Aroldo
giovedì 23 luglio 2020
[2]
Il Cono Gelato nacque il 23
luglio 1904 a Saint Louis nello Stato del Missouri alla “Louisiana Purchase
Exposition”, grazie alla geniale invenzione di un pasticciere siriano chiamato
Enrst Hamwi. Quest’ultimo, tanto per chiarirci, produceva la cosiddetta “Zalabia”,
ossia una pasta croccante e gocciolante di sciroppo cotta in una pressa
bollente. Il nostro protagonista, per dirla in poche parole, si mise a fare “Coni”
per aiutare un suo amico che aveva terminato le Coppe per mettere i Gelati. Questo
Bellissimo Primato, comunque sia, può dirsi conteso fra il suddetto giovane
Pasticciere e un certo Italo Marchionni.
Il Cono Gelato nacque il 23
luglio 1904 a Saint Louis nello Stato del Missouri alla “Louisiana Purchase
Exposition”, grazie alla geniale invenzione di un pasticciere siriano chiamato
Enrst Hamwi. Quest’ultimo, tanto per chiarirci, produceva la cosiddetta “Zalabia”,
ossia una pasta croccante e gocciolante di sciroppo cotta in una pressa
bollente. Il nostro protagonista, per dirla in poche parole, si mise a fare “Coni”
per aiutare un suo amico che aveva terminato le Coppe per mettere i Gelati. Questo
Bellissimo Primato, comunque sia, può dirsi conteso fra il suddetto giovane
Pasticciere e un certo Italo Marchionni.
Antonio Aroldo
mercoledì 22 luglio 2020
[2]
La
Meravigliosa Jeane Valois, quando arrivò nella Città di Londra, si mise a bere
e a mangiare moltissimo. La nostra protagonista, in poche parole, spese molti
dei soldi che, il Suo Donatore Anonimo, gli stava dando, per finanziare la
stesura e la pubblicazione delle Memorie della Donna. Uno stile di vita, questo, che la stava completamente trasformando
e sformando nei modi e nell’aspetto. La Bellezza, cioè, stava svanendo; lei,
certo, lo faceva per il forte dolore alle spalle causato dalle cicatrici della
Marchiatura. La giovane, tanto per chiarirci, avrebbe avuto bisogno di un
sostegno psicologico che non aveva: quando morì era diventata in riconoscibile.
La
Meravigliosa Jeane Valois, quando arrivò nella Città di Londra, si mise a bere
e a mangiare moltissimo. La nostra protagonista, in poche parole, spese molti
dei soldi che, il Suo Donatore Anonimo, gli stava dando, per finanziare la
stesura e la pubblicazione delle Memorie della Donna. Uno stile di vita, questo, che la stava completamente trasformando
e sformando nei modi e nell’aspetto. La Bellezza, cioè, stava svanendo; lei,
certo, lo faceva per il forte dolore alle spalle causato dalle cicatrici della
Marchiatura. La giovane, tanto per chiarirci, avrebbe avuto bisogno di un
sostegno psicologico che non aveva: quando morì era diventata in riconoscibile.
Antonio Aroldo
martedì 21 luglio 2020
[2]L’informazione
su Via Gradoli, in realtà, era abbastanza corretta. [3]I
Brigatisti, infatti, avevano effettivamente una Base in Via Gradoli 96 a Roma. Essa,
però, non era la cosiddetta “Prigione del Popolo” in cui era prigioniero Aldo
Moro, ma bensì il Covo Principale dell’Organizzazione Terroristica, ossia dove
si riuniva la Direzione Strategica. Quel determinato luogo, tanto per chiarirci,
era adoperato da Barbara Baldassarre e da Mario Moretti per battere a macchina
il Memoriale del Processo a Moro. Quel posto, infine, si trovava in una strada
niente affatto tranquilla, e proprio per questo forse, la più sicura di tutte, perché
insospettabile. Le forze dell’Ordine, avevano difatti, proprio là, un loro importante
distaccamento. I Servizi Segreti Italiani, inoltre, avevano in quella zona un
loro Covo. La Soffiata della cosiddetta Seduta Spiritica, alla quale partecipò
anche Tina Anselmi, era, dunque, più che giusta. Gli inquirenti, però, andarono
a Gradoli- Città in provincia di Viterbo, perché si disse che, Gradoli Via
sullo stradario, non esisteva. Una Bugia dalle Gambe Cortissime subito
smascherata dall’Anselmi che andò a controllare: non ci fu proprio la volontà
di liberare il Presidente della “Democrazia Cristiana” ( che si trovava in Via
Montalcini 8) e di sconfiggere le “B.R.” una volta per tutte. Il Nostro
Protagonista, in poche parole, era diventato troppo Scomodo per tutti.
Antonio Aroldo
lunedì 20 luglio 2020
[2]
Fra
i differenti sintomi, avuti da Edoardo VI, c’era anche una Brutta Tosse. Il
ragazzo, tanto per farla breve, quando tossiva, almeno così dicono alcuni
documenti, cacciava una sostanza che, a volte, era giallastra, altre invece,
era di un colore rosa-arrossato. Uno specifico elemento, questo, che significa
soltanto una cosa, ossia molto liquido nei polmoni. Il nostro piccolo
protagonista, inoltre, ebbe, tra le tantissime persone che si sono occupate di
lui, anche una Strana Donna che lo riempiva di Strani Intrugli e che
raccomandava, a chiunque entrasse in contatto con l’erede al trono inglese, di
lavarsi sempre le mani. Un consiglio, quindi, molto attuale. Il principino, e
poi Reuccio- tanto per esser chiari, avrebbe sofferto, affermano recenti studi,
di una “Broncopolmonite Acuta”.
Antonio Aroldo
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