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“Una Meravigliosa Reggia Francese per
Incoronare un Tedesco”
Guglielmo
II, imperatore di Germania, fu incoronato tale il 18 gennaio 1875. L’evento si
ebbe nel Palazzo di Versailles vicino alla Città di Parigi nella Grande Sala
degli Specchi. Tutto ciò accadde dopo la fine della Guerra Franco-Prussiana del
1871 e il conseguente Sequestro di Napoleone III. Un Grave affronto, questo,
che non fu mai dimenticato dal Popolo di Francia e che, purtroppo, costituì le
Basi, i Prodomi, almeno in parte, del Primo Conflitto Mondiale con la questione
dell’Alsazia e della Lorena.
Antonio Aroldo
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“Odissee per Innamorate
Molte
Ragazze Italiane, durante la Seconda Guerra Mondiale, Conobbero dei Soldati
Americani e alla fine del Conflitto si sposarono con loro e andarono a vivere
in America. Alcune erano delle vere e proprie Storie d’Amore, ma moltissime
giovane avevano una Semplicissima Infatuazione per il “Liberatore in Divisa”.
Esse, infatti, avevano, in realtà, in testa soltanto una cosa sola e ben
precisa, ossia il “Sogno del Mito Americano” che imperversava già da tempo in
Italia. Le nostre protagoniste, una volta arrivate lì però, scoprivano delle
Amare Verità. I propri Mariti, difatti, non erano tutti Uomini d’Affari Ricchi,
ma gente semplice, che magari, coltivano la Terra dalla Sera alla Mattina e
allora si separavano e poi rimanevano negli Stati Uniti per far Soldi. Altre,
invece, si vollero sposare Afro-Americani ed ebbero forti problemi con le Leggi
Segregazioniste Americane. Una problematica, questa, che solamente dopo una
dura lotta con le Autorità del Paese Ospite, si è potuta risolvere felicemente
e cioè come accadde a Silvana e a Giorgio Galli: una “Coppia Creola”.
Antonio Aroldo
“La Maledizione dello Scuro”
Benito
Mussolini, nell’Inverno del 1929, spinse per una forte politica di
rivalutazione monetaria. Una grande azione protezionistica, questa che però,
allontanò molti investitori stranieri dal nostro Paese. Tutto questo comportò
il fallimento di molte aziende nostrane che si reggevano, soprattutto, sulla “Domanda”
proveniente dall’Estero, ossia proprio accadde all’azienda di Stoffe per
vestiti del Signor Silvio Crespi. Egli, infatti, fu costretto a licenziare
molta gente, perché non soltanto le banche non gli facevano più Credito, ma
anche perché, il Popolo Italiano ormai, chiedeva solamente abiti di colore Nero
e lui dovette lasciare in mezzo a una strada parecchi Stilisti che lavoravano
per la Sua Famiglia.
Antonio Aroldo
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“La Lupa dalle Zampe Sporche”
“Partita
con la Morte”
Giordano
Bruno, come vi ho già spiegato- per difendersi al processo, usò molto la “Dissimulazione”.
Egli, davanti ai giudici infatti, ammise qualcosa e negò il più possibile. La sua
Dissertazione sulla Trinità e sulla Reincarnazione delle Anime, difatti, era
soltanto un discorso filosofico e che lui non ebbe mai l’animo di voler
invadere il Campo della Teologia. Il Collegio Giudicante, dal canto suo, lo
ascoltò attentamente senza aver fretta e intanto raccoglieva prove e
testimonianze contro il nostro protagonista, si formò anche una
sotto-commissione per esaminare tutti i suoi Libri. Un tira e molla, questo,
che durò quattro anni.
Antonio Aroldo
“Scelte Pagate col Sangue”
Il
25 luglio 1943, come voi ben sapete, c’è stata la Risoluzione del Gran
Consiglio del Fascismo firmata da Bottai, Grandi, Ciano e tutti gli altri per
mettere in Minoranza Benito Mussolini come Capo del Governo Italiano. Nella giornata
del 26, invece, si è avuta la Discussione con il Re, sull’Opportunità o no di
rassegnare le Dimissioni. Il Duce, infatti, sperava ancora di poter riavere la “Fiducia”
dal Monarca e lo disse alla Moglie per rassicurarla e lei rispose consigliandogli
di non andare a quell’incontro con la Corona e
che, se ci fosse andato, avrebbe fatto la “Fine del Tacchino a Forno il
Giorno di Natale”. Una previsione, questa, che si dimostrerà molto veritiera. I
primi, però, a pagare per quella Mossa Politica furono proprio il Genero ed i
suoi Amici l’11 gennaio 1944. Essi, difatti, vennero quasi tutti condannati a Morte
nel Processo di Verona.
Antonio Aroldo

“Domande sulla Storia di un Vigliacco”
Ranuccio
Bianchi Bandinelli era uno studioso ed uno Storico dell’Arte cresciuto, diciamo
così, all’ombra del Fascismo Italiano. Il nostro protagonista, almeno nel
cuore, non era fascista, ma ebbe la Fortuna di poter conoscere di persona i “Grandi
Personaggi” di quel Periodo: Mussolini e Hitler con i loro rispettivi “Cortigiani”.
Egli, infatti, fu convocato a Roma nel maggio del 1938 per accompagnare il
Dittatore Nazista nel Suo Viaggio in Italia, visto che aveva il Tedesco come
seconda Lingua. Il Duce, difatti, parlava fluentemente la Lingua del Fuhrer, ma
non così bene come avrebbe voluto. Questo significa che occorreva un
interprete. La scelta cadde, tanto per chiarirci, proprio sul suddetto esperto.
Il suo Diario descrive molto bene di come lui, in quei determinati giorni,
fantasticasse di Uccidere i due Dittatori. Una fantasia, questa, che riprese
molte volte durante le diverse Tappe, soprattutto quando rimase da solo con il
Capo del Nazismo nel Pantheon Romano, ma poi non fece mai nulla per il Timore
di Ritorsioni. Ah(!), chi sa cosa sarebbe accaduto se avesse fatto scelte differenti?
Avremmo avuto Secoli di Pace, o senza l’“ONU” sarebbe scoppiata la Guerra fra
America e Russia con il conseguente “Sterminio Totale”? Io propendo per la
Seconda e Voi?
Antonio Aroldo
“Strumenti di Morte dal Regno di
Nettuno”
I
Residuati Bellici, nel Nostro Bel Paese, sono una costante. Essi, infatti, si
trovano in profondità in ogni specchio d’acqua salata che bagna le nostre Bellissime
Coste dal Mar Mediterraneo all’Adriatico. Bombe, Esplosivi che, per maggior parte
risalgono alla Seconda Guerra Mondiale, e che, soltanto in questi ultimi anni,
sono stati recuperati e non solamente dagli apparati degli Stati della zona, ma
anche da “Privati” che hanno rimesso questo materiale sul “Mercato” in maniera
clandestina. Il Tritolo per Uccidere Falcone e poi Borsellino, tanto per fare
un esempio concreto, è stato trovato così.
Antonio Aroldo