venerdì 17 gennaio 2020

[1] “Le Peripezie di un Angelo della Pittura”
[2]Artemisia Gentileschi era una Giovane romana del 1600 innamorata dell’Arte che voleva fare la Pittrice. Il Padre Orazio, visto che aveva Talento, la mise a Bottega da un artista molto quotato della Città Eterna chiamato Agostino Tassi. Costui, però, invece d’Insegnarle qualcosa, se la portò a letto e la stuprò. Una pratica, questa, che durò molto tempo, perché lui le infarciva la mente con False Promesse di Matrimonio. La Famiglia, appena lo scoprì, denunciò ogni cosa. Le Autorità, però, non credevano alla Sua Storia. La Nostra Protagonista, infatti, fu sottoposta alla Prova dello Schiacciamento dei Pollici delle Mani. Il Processo, comunque sia, finì con un Verdetto di Colpevolezza. Il Pittore, difatti, fu condannato a 5 anni d’Esilio. Una pena, questa, che non fu scontata, perché lui godeva di molte protezioni. La Ragazza, però, si prese la propria Rivincita sulla Vita diventando famosa per la Sua Pittura che si rifaceva al Caravaggio. I Temi che affrontava, infine, erano tutti a Sfondo Biblico-Religioso e che ricordano la Sua Vicenda Umana. Molto famoso, per esempio, è il suo quadro su Giuditta e Oloferne. Lei, in poche parole, lavorò molto a Firenze alla Corte di Cosimo II, a Venezia, a Roma e a Napoli, dove morì nel 1653.
Antonio Aroldo
                                                                                                                                                                                                                                                                                       


[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] http://www.raiplay.it/dirette/raistoria
 
 

giovedì 16 gennaio 2020


[1] “Le Parole di Verità che Feriscono non Ascoltate”

[2]La Mafia, ogni tanto, parla è racconta tutto. Un esempio eclatante è del 1937. Un Medico di Alcamo, che si chiamava Melchiorre Allegra, era sospettato di essere un Mafioso. Egli, allora, decise di presentarsi alla Polizia  per chiarire la sua posizione. I suoi rapporti con l’Organizzazione erano iniziate nel 1916. Un Mafioso si era fatto male per non fare il Servizio Militare e lui l’aveva coperto. Il Nostro Protagonista, in poche parole nel corso del tempo, aveva avuto modo di fare tanti Favori di tal genere. I Mafiosi, allora, gli avevano proposto d’Affiliarsi. Un’idea, questa, che all’inizio, sembrò buona, ma poi dopo tanto tempo, si era scocciato e aveva deciso di raccontare ogni cosa.  La sua Denuncia, tanto per esser chiari, fu molto circostanziata. Il Dottore, infatti, parlò delle Ramificazioni in Africa del Nord e negli Stati Uniti. L’Assoluzione, quella volta, non si ebbe, perché non si tenne neppure il Processo. La Testimonianza del Nostro Eroe, difatti, venne raccolta e messa in un Lungo Rapporto “Insabbiato” in un Archivio, dove lo troverà nel 1962, il Giornalista Mario De-Mauro che lo pubblicherà sul Quotidiano di Palermo, “L’Ora”! “Cosa Nostra”, in altre parole, ha parlato qualche volta, ma non l’ha mai ascoltata nessuno almeno fino a Tommaso Buscetta.

Antonio Aroldo

 



[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2]https://www.youtube.com/watch?v=pJpOP5noWss&t=678s

mercoledì 15 gennaio 2020


40standard[1] “Il Modus Vivendi di Cosa Nostra”

[2]Ermanno Sangiorgi, alla fine del 19° Secolo, era il Questore di Palermo. Il Nostro Primo Protagonista, in realtà, era nato in Emilia-Romagna, e da quando si era trasferito in Sicilia- il Suo Sanguigno Carattere da Romagnolo Doc, si era sempre dovuto scontrare con la Mafia delle Origini. Un’Organizzazione, questa, che all’epoca molti, consideravano soltanto Piccole Bande slegate fra loro, ma che invece, stava crescendo sempre di più estendendo la Sua Rete. Il primo a capire tutto ciò, fu proprio il suddetto funzionario dello Stato. Egli, infatti, aveva già lavorato in altre Città dell’Isola e aveva cominciato a intuire tutto. Sangiorgi, quando arrivò nella Sua Sede Palermitana, si trovo in mezzo a una vera e propria Guerra tra Mafiosi che insanguinava tutte le Strade della Zona. Nel suo primo caso, tanto per fare un esempio, dovette subito combattere con il Muro d’Omertà tipico di quel mondo. Un’Azienda Agricola che produceva Agrumi, tanto per esser chiari, era stato teatro di un Omicidio. Le Famiglie Nobili del Posto, difatti, non parlavano. L’Eroe di questa Storia, però, non si arrese e alla fine trovò qualcuno che parlava e si chiamava Francesco Siino. Questo Confidente, in realtà, non disse tantissimo (soprattutto quello che conveniva a lui), ma è già moltissimo per gli Standard del periodo. egli, cioè, iniziò a delineare una Compagnia d’Amici, ma poi passò a descrivere una Società Segreta organizzata su base Provinciale e Regionale con Capi e Sotto-Capi con lo scopo di Gestire le Attività Illecite e di Taglieggiare il Territorio. Queste dichiarazioni, in altre parole, fecero arrestare tantissime persone che provenivano da tutti i Livelli Sociali. Il Processo iniziò nel 1901 e si concluse con l’Assoluzione di tutti quanti. Siino, per chiarirci, aveva ritrattato ogni cosa. Le Inchieste del Nostro Poliziotto, in poche parole, furono archiviate da un Procuratore Generale che si permise di dire che la Mafia non esisteva e fece trasferire il Questore. Una Pratica, questa, che abbiamo già incontrato nel nostro cammino. L’altro personaggio di tale vicenda, invece, fu ucciso in circostanze misteriose.

Antonio Aroldo         

 



[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] https://www.youtube.com/watch?v=pJpOP5noWss&t=562s

martedì 14 gennaio 2020


[1] “Il Principe dei Palazzi Italiani”

[2]Giulio Andreotti  (Roma, 14 gennaio 1919 – Roma, 6 maggio 2013), fu la “Materia Grigia” della “Democrazia Cristiana” per moltissimi anni. Egli, infatti, fece una Felice e Rapida Carriera a suo interno fin dalla sua fondazione. Il nostro protagonista, cioè- tanto per chiarirci, vestì più volte i panni di Ministro e di Presidente del Consiglio ed ebbe ottimi rapporti con tutti i Membri della cosiddetta “Alleanza Atlantica” (“NATO”) almeno fino al 1994, anno del suo Definitivo Ritiro dalla Scena Politica. Una delle Sue Frasi Preferite era: “Guerre Puniche a parte, mi hanno accusato di Tutto”. Parole, in un certo qual senso, piene di Verità.

Antonio Aroldo

 



[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] http://www.raiplay.it/dirette/raistoria
 
 

lunedì 13 gennaio 2020


40standard[1] “Un Lavoro Per Affamati”

[2]La Guerra Bianca, quella degli Alpini, portò in auge un Fenomeno molto Importante, che nacque in quel determinato periodo, ma che si protrasse e s’allargò a Macchia d’Olio, radicandosi in tutte le zone più povere del Continente Europeo, e continuò a mettere forti radici fin dopo il Secondo Conflitto Mondiale. Sto parlando, cioè, dei Recuperanti. Qualche Mina, infatti- ogni tanto, non esplodeva. La popolazione del luogo, allora, si prodigava per recuperarla e fare Soldi vendendosi la Polvere da Sparo. Le cose, però, non andavano sempre per il Verso Giusto. Ci sono stati, difatti, dei morti nel corso del tempo. Una cosa del genere, almeno così dice una certa Storiografia, accadde al Padre di Salvatore Riina. Una Disperata [3]Azione, questa, fatta per Fame.

Antonio Aroldo

 



[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] http://www.raiplay.it/dirette/raistoria
 
 
[3]https://www.youtube.com/watch?v=YaWmGF3vq0U

venerdì 10 gennaio 2020


 

[1] “Il Grande Inferno Bianco”

[2]Il Corpo degli Alpini Italiani- nato nel 1872, dovette affrontare un Durissimo “15-18”. Il loro Conflitto, infatti, aveva una Denominazione Speciale. Esso, cioè, fu chiamato, da tutti gli Storici, con il Nome di “Guerra Bianca”. Questo perché si svolse, per dirla in poche parole, nelle Cime Innevate situate fra il Regno Austroungarico e la Nostra Bella Italia. Un sanguinoso scontro, tanto per esser chiari, che ebbe effetti deleteri anche per l’Ecosistema Naturale di quella determinata zona. I Soldati delle due parti, difatti, disboscavano per crearsi il “Campo”. L’Esercito Italiano, infine, per attaccare il Nemico utilizzava le Mine distruggendo interi monti. La Prima Guerra Mondiale, fu “Totale”, anche per tale motivazione.

Antonio Aroldo

 



[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] http://www.raiplay.it/dirette/raistoria
 
 

giovedì 9 gennaio 2020


[1] “Un Mare di Sangue nell’Inghilterra Romana”

 

 

[2]L’Antica Città di Londra (Londinum), secondo molti Esperti d’Archeologia , subì ai Tempi dell’Imperatore Adriano [dopo il 121 (d.C.)], una Tremenda Rivolta e un Gravissimo Incendio Doloso con tantissime Uccisioni. I Responsabili, la maggior parte degli Studiosi concorda, furono alcuni Guerrieri Celti asserviti a Roma, un tempo abituati a Tagliare la Testa dei propri Nemici. Un’antichissima Tradizione, questa, che, con tale Ribellione, decisero di riportare in auge. La cosa, molto probabilmente, iniziò per motivi legati alla Paga e al trattamento e produsse una Marea di Teschi ritrovati un anno e mezzo fa durante i Lavori della Metropolitana Inglese. Una Violentissima Strage, quindi, che, almeno secondo  me, riportò quella zona ai Suoi Albori, a quando cioè, era soltanto un [3]“Luogo Selvaggio”.

Antonio Aroldo

 

 

 



[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] Focus-Tv: giovedì Sera- 26 Dicembre 2019
[3] Romanzo di Excalibur: Bernard Cornwell = Spiegazioni Storiche