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“Le Peripezie di un Angelo della
Pittura”

Artemisia
Gentileschi era una Giovane romana del 1600 innamorata dell’Arte che voleva
fare la Pittrice. Il Padre Orazio, visto che aveva Talento, la mise a Bottega
da un artista molto quotato della Città Eterna chiamato Agostino Tassi. Costui,
però, invece d’Insegnarle qualcosa, se la portò a letto e la stuprò. Una
pratica, questa, che durò molto tempo, perché lui le infarciva la mente con
False Promesse di Matrimonio. La Famiglia, appena lo scoprì, denunciò ogni
cosa. Le Autorità, però, non credevano alla Sua Storia. La Nostra Protagonista,
infatti, fu sottoposta alla Prova dello Schiacciamento dei Pollici delle Mani.
Il Processo, comunque sia, finì con un Verdetto di Colpevolezza. Il Pittore, difatti,
fu condannato a 5 anni d’Esilio. Una pena, questa, che non fu scontata, perché
lui godeva di molte protezioni. La Ragazza, però, si prese la propria Rivincita
sulla Vita diventando famosa per la Sua Pittura che si rifaceva al Caravaggio.
I Temi che affrontava, infine, erano tutti a Sfondo Biblico-Religioso e che
ricordano la Sua Vicenda Umana. Molto famoso, per esempio, è il suo quadro su
Giuditta e Oloferne. Lei, in poche parole, lavorò molto a Firenze alla Corte di
Cosimo II, a Venezia, a Roma e a Napoli, dove morì nel 1653.
Antonio Aroldo
“Le Parole di Verità che Feriscono
non Ascoltate”
La
Mafia, ogni tanto, parla è racconta tutto. Un esempio eclatante è del 1937. Un
Medico di Alcamo, che si chiamava Melchiorre Allegra, era sospettato di essere
un Mafioso. Egli, allora, decise di presentarsi alla Polizia per chiarire la sua posizione. I suoi
rapporti con l’Organizzazione erano iniziate nel 1916. Un Mafioso si era fatto
male per non fare il Servizio Militare e lui l’aveva coperto. Il Nostro
Protagonista, in poche parole nel corso del tempo, aveva avuto modo di fare
tanti Favori di tal genere. I Mafiosi, allora, gli avevano proposto d’Affiliarsi.
Un’idea, questa, che all’inizio, sembrò buona, ma poi dopo tanto tempo, si era
scocciato e aveva deciso di raccontare ogni cosa. La sua Denuncia, tanto per esser chiari, fu
molto circostanziata. Il Dottore, infatti, parlò delle Ramificazioni in Africa
del Nord e negli Stati Uniti. L’Assoluzione, quella volta, non si ebbe, perché
non si tenne neppure il Processo. La Testimonianza del Nostro Eroe, difatti,
venne raccolta e messa in un Lungo Rapporto “Insabbiato” in un Archivio, dove
lo troverà nel 1962, il Giornalista Mario De-Mauro che lo pubblicherà sul
Quotidiano di Palermo, “L’Ora”! “Cosa Nostra”, in altre parole, ha parlato
qualche volta, ma non l’ha mai ascoltata nessuno almeno fino a Tommaso
Buscetta.
Antonio Aroldo
“Il Modus Vivendi di Cosa Nostra”
Ermanno
Sangiorgi, alla fine del 19° Secolo, era il Questore di Palermo. Il Nostro
Primo Protagonista, in realtà, era nato in Emilia-Romagna, e da quando si era
trasferito in Sicilia- il Suo Sanguigno Carattere da Romagnolo Doc, si era
sempre dovuto scontrare con la Mafia delle Origini. Un’Organizzazione, questa,
che all’epoca molti, consideravano soltanto Piccole Bande slegate fra loro, ma
che invece, stava crescendo sempre di più estendendo la Sua Rete. Il primo a
capire tutto ciò, fu proprio il suddetto funzionario dello Stato. Egli,
infatti, aveva già lavorato in altre Città dell’Isola e aveva cominciato a
intuire tutto. Sangiorgi, quando arrivò nella Sua Sede Palermitana, si trovo in
mezzo a una vera e propria Guerra tra Mafiosi che insanguinava tutte le Strade
della Zona. Nel suo primo caso, tanto per fare un esempio, dovette subito
combattere con il Muro d’Omertà tipico di quel mondo. Un’Azienda Agricola che
produceva Agrumi, tanto per esser chiari, era stato teatro di un Omicidio. Le
Famiglie Nobili del Posto, difatti, non parlavano. L’Eroe di questa Storia,
però, non si arrese e alla fine trovò qualcuno che parlava e si chiamava
Francesco Siino. Questo Confidente, in realtà, non disse tantissimo
(soprattutto quello che conveniva a lui), ma è già moltissimo per gli Standard
del periodo. egli, cioè, iniziò a delineare una Compagnia d’Amici, ma poi passò
a descrivere una Società Segreta organizzata su base Provinciale e Regionale
con Capi e Sotto-Capi con lo scopo di Gestire le Attività Illecite e di
Taglieggiare il Territorio. Queste dichiarazioni, in altre parole, fecero
arrestare tantissime persone che provenivano da tutti i Livelli Sociali. Il
Processo iniziò nel 1901 e si concluse con l’Assoluzione di tutti quanti.
Siino, per chiarirci, aveva ritrattato ogni cosa. Le Inchieste del Nostro
Poliziotto, in poche parole, furono archiviate da un Procuratore Generale che
si permise di dire che la Mafia non esisteva e fece trasferire il Questore. Una
Pratica, questa, che abbiamo già incontrato nel nostro cammino. L’altro
personaggio di tale vicenda, invece, fu ucciso in circostanze misteriose.
Antonio Aroldo
“Il Principe dei Palazzi Italiani”
Giulio
Andreotti (Roma, 14 gennaio 1919 – Roma,
6 maggio 2013), fu la “Materia Grigia” della “Democrazia Cristiana” per
moltissimi anni. Egli, infatti, fece una Felice e Rapida Carriera a suo interno
fin dalla sua fondazione. Il nostro protagonista, cioè- tanto per chiarirci, vestì
più volte i panni di Ministro e di Presidente del Consiglio ed ebbe ottimi
rapporti con tutti i Membri della cosiddetta “Alleanza Atlantica” (“NATO”)
almeno fino al 1994, anno del suo Definitivo Ritiro dalla Scena Politica. Una
delle Sue Frasi Preferite era: “Guerre Puniche a parte, mi hanno accusato di
Tutto”. Parole, in un certo qual senso, piene di Verità.
Antonio Aroldo
“Un Lavoro Per Affamati”
La
G
uerra
Bianca, quella degli Alpini, portò in auge un Fenomeno molto Importante, che
nacque in quel determinato periodo, ma che si protrasse e s’allargò a Macchia d’Olio,
radicandosi in tutte le zone più povere del Continente Europeo, e continuò a
mettere forti radici fin dopo il Secondo Conflitto Mondiale. Sto parlando,
cioè, dei Recuperanti. Qualche Mina, infatti- ogni tanto, non esplodeva. La popolazione
del luogo, allora, si prodigava per recuperarla e fare Soldi vendendosi la
Polvere da Sparo. Le cose, però, non andavano sempre per il Verso Giusto. Ci sono
stati, difatti, dei morti nel corso del tempo. Una cosa del genere, almeno così
dice una certa Storiografia, accadde al Padre di Salvatore Riina. Una Disperata
Azione,
questa, fatta per Fame.
Antonio Aroldo
“Il Grande Inferno Bianco”
Il
Corpo degli Alpini Italiani- nato nel 1872, dovette affrontare un Durissimo “15-18”.
Il loro Conflitto, infatti, aveva una Denominazione Speciale. Esso, cioè, fu
chiamato, da tutti gli Storici, con il Nome di “Guerra Bianca”. Questo perché
si svolse, per dirla in poche parole, nelle Cime Innevate situate fra il Regno
Austroungarico e la Nostra Bella Italia. Un sanguinoso scontro, tanto per esser
chiari, che ebbe effetti deleteri anche per l’Ecosistema Naturale di quella
determinata zona. I Soldati delle due parti, difatti, disboscavano per crearsi
il “Campo”. L’Esercito Italiano, infine, per attaccare il Nemico utilizzava le
Mine distruggendo interi monti. La Prima Guerra Mondiale, fu “Totale”, anche per
tale motivazione.
Antonio Aroldo
“Un Mare di Sangue nell’Inghilterra
Romana”
L’Antica
Città di Londra (Londinum), secondo molti Esperti d’Archeologia
,
subì ai Tempi dell’Imperatore Adriano [dopo il 121 (d.C.)], una Tremenda
Rivolta e un Gravissimo Incendio Doloso con tantissime Uccisioni. I
Responsabili, la maggior parte degli Studiosi concorda, furono alcuni Guerrieri
Celti asserviti a Roma, un tempo abituati a Tagliare la Testa dei propri
Nemici. Un’antichissima Tradizione, questa, che, con tale Ribellione, decisero
di riportare in auge. La cosa, molto probabilmente, iniziò per motivi legati
alla Paga e al trattamento e produsse una Marea di Teschi ritrovati un anno e
mezzo fa durante i Lavori della Metropolitana Inglese. Una Violentissima
Strage, quindi, che, almeno secondo me,
riportò quella zona ai Suoi Albori, a quando cioè, era soltanto un “Luogo
Selvaggio”.
Antonio Aroldo