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“Uno Storico Amico per i Soldati”
Il
cavallo
è stato sempre un animale sacro per tutte le genti dell’antichità fin dal
popolo egizio. Gli Unni, tanto per chiarirci, lo consideravano sacro
al “Dio della Guerra”. La Cavalleria, infatti, è stata sempre un’arma
formidabile in tutte le guerre. Il suo uso più massiccio, però, risale all’esercito
di Alessandro Magno che fu nominato, comandante di questa forza d’attacco
eccezionale, a soli 16 anni. Il favoloso Re Macedone, difatti, dette sempre più
spazio ai suoi Cavalieri. Una cosa, questa, che, nel corso del tempo e dei
secoli, s’andò ad accentuare sempre di più, fino all’arrivo del “Motore a
Scoppio” . L’Esercito Americano, come si è visto nel film “Un
Problema d’Onore”, ebbe grossi problemi con un intero regimento che si ribellò
proprio pur di non vedere i suoi fedeli
amici uccisi o abbandonati a loro stessi per essere soppiantati dalle Auto.
Antonio Aroldo
“L
“Le Ombre nel Cuore degli Eroi” 
Ulisse
ed Enea, entrambi a loro modo, rappresentano tutti i reduci di Guerra della
Storia che tornano a casa e vogliono, hanno bisogno di raccontare ciò che gli è
accaduto. Molti diari, parecchi libri sono stati scritti nel corso del tempo.
Tutto ciò avviene, perché per loro, è l’unico modo di superare il trauma subito.
Una catarsi liberatoria, questa, che, se non si verifica nella maniera giusta,
o se non si compie affatto, può avere gravi ripercussioni psicologiche per il
soggetto in questione e per l’ambiente che lo circonda. Molti soggetti,
infatti, si mettono a bere e diventano violenti, perché non riescono a
sopportare il peso dei loro ricordi. Un’esperienza, almeno secondo me, l’ebbe
anche Richard
Sorge. Costui, difatti, non riuscendo a sostenere il grave fardello della sua
doppia vita da Spia Russa, diventò un ubriacone. Le mogli dei suoi amici
tedeschi e giapponesi (le persone che lui doveva spiare), sembra assurdo dirlo,
furono spinte a chiedere ai loro mariti di non invitarlo più a cena.
Antonio Aroldo
https://www.youtube.com/watch?v=MmxSLO9E5lI
“Intoccabili Francesi”
Il
Cardinale di Rohan, alla Corte di Luigi XVI, aveva la Carica di “Elemosiniere
del Re”. Questo gli dava la possibilità d’avere a disposizione una grande
quantità di danaro pubblico. Grosse somme, queste, che, lui, utilizzò, almeno
così credeva, per pagare le rate al gioielliere. Egli, quindi, era imputato,
nello stesso processo della Valois, con la grave accusa d’aver adoperato, in
maniera impropria, i soldi dello Stato. Il nostro protagonista, però, fu
prosciolto. La “Sua Classe”, assieme a quella della Nobiltà, era considerata “Intoccabile”.
Una cosa, questa, che, purtroppo, contribuì
ad alimentare l’odio del popolo per il Potere.
Antonio Aroldo
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“Una Mitica Storia in cui il Presente
si può Rispecchiare”
La
Tragedia del grande Sofocle, “L’Edipo Re”, forse non lo
ricordate, parte da un fatto molto specifico e quanto mai più che attuale. Essa,
infatti, inizia con la diffusione di un tipo di Peste molto virulenta che sta
facendo migliaia di morti. Un virus, questo, mandato dagl’abitanti del Monte
Olimpo per colpire gli uomini per le loro malefatte. Il nostro protagonista,
tanto per farvela più breve possibile, dovrà partire e stare in Esilio, perché tutto
il “Male” è partito da lui. Una quarantena forzata, quindi, che durerà per
tutta la Vita lasciando la moglie-madre Giocasta ed i figli-fratelli.
Antonio Aroldo
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“Un Caldo Lampo di Pace con alla
Porta il Grande Inverno”
Winston
Churchill, l’8 mag. 45, annunciò alla radio la Vittoria sulla Germania di Adolf
Hitler. La notizia, ovviamente, provocò subito in tutta Europa, manifestazioni
di giubilo. La popolazione, i soldati venuti a combattere, tutti, credettero
che ogni cosa fosse possibile. Ci fu, in altre parole, l’idea universale,
durata per un brevissimo periodo, che “Democrazia Occidentale” e “Socialismo
Reale”, non fossero concetti antitetici, contrastanti, ma complementari. I germi
della Guerra Fredda, purtroppo però, erano stati già attivati e messi in circolo,
come vi ho già raccontato un sacco di volte, fin dal 1943.
Antonio Aroldo
Alfred
Jodl (Würzburg, 10 maggio 1890 – Norimberga, 16 ottobre 1946) era un Generale
tedesco che ebbe un ruolo molto importante nella Seconda Guerra Mondiale. Il
nostro protagonista, infatti, firmò, il 7 mag. 1945 in Francia, l’armistizio
con le forze alleate. L’accordo, tanto per chiarirci, impegnava tutti i soldati
tedeschi, stanziati in Europa, a “Cessare il Fuoco” e a rimanere in posizione.
Una cosa, questa, che doveva avvenire soltanto dalle 11 di sera del giorno
dopo. Jodl, infine, fu impiccato per Crimini di Guerra, ossia come prescriveva
la Legge tedesca. Essa, difatti, prevedeva l’impiccagione per i militari, la
Camera a Gas per gli ebrei e la Ghigliottina per i Civili, come vi ho già
raccontato per il caso della “Rosa Bianca”.
Antonio Aroldo
“I Grandi Uomini di Chiesa Dietro il
Romanzo”
Fra
i tanti Contatti della Signora Della-Mott, c’era anche la sua guida spirituale.
Un personaggio, questo che abbiamo tirato in ballo durante questa storia. Sto parlando,
cioè, del Cardinale di Rohan. Questo religioso, tanto per chiarirci, oltre a voler
esser l’Amante della Regina Francese, aspirava anche a diventare “Cardinale
Primate di Francia”. La stessa carica politica, in altre parole, che, un tempo,
appartenne ad Armand-Jean du Plessis duca di Richelieu (Parigi, 5 settembre
1585_Parigi 4 dicembre 1642), prima e a
Mazzarino poi. L’omonimo personaggio dei “Tre Moschettieri, non lo nascondiamo,
si rifaceva alla vicenda umana e politica di questi tre uomini.
Antonio Aroldo