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“La Lupa dalle Zampe Sporche”
“Il
Sostenitore di Proverbi Alimentari”
Gioacchino
Pecci, Papa Leone XIII, consigliò inoltre di mangiare molta Frutta, in
particolare molte Mele, forse quel vecchio proverbio che dice: “Una Mela al
Giorno, toglie il Medico di Torno”, magari dice la Verità! Egli, in ultima
analisi, tese a confermare anche un altro antico “Detto” che dice: “Il Vino fa
Buon Sangue”. Il Pontefice, infatti, in questo suo Famoso Scritto, disse, come
ogni buon Romano Consiglia, di farsene un Bicchiere una volta ogni tanto. Una cosa,
questa, che io non faccio mai. Io, difatti, sono “Astemio” ormai da moltissimi
anni. Il sottoscritto, in altre parole, beve, come vi ho già detto, soltanto “Acqua
Gassata”.
Antonio Aroldo
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“Un Vestito Mortale”
La
“Tunica Molesta” era una Veste di Lino Bianco, impregnata di Nafta e di una
Speciale Pasta che, ai tempi dell’Imperatore Romano Nerone, era fatta indossare
ai Condannati a Morte davanti a tutto il Pubblico del Famoso Circo Massimo. Essa,
infine, grazie al particolare miscuglio delle suddette sostanze, era fatta
bruciare a fuoco lento, producendo una Grande Fiammata molto intensa e lunga da
estinguere. Il Condannato, tanto per farla breve, moriva tra Atroci Sofferenze
che duravano parecchio tempo. Un Infernale Spettacolo, quindi, che, al
Sanguinario Monarca di Roma, piaceva moltissimo, visto che c’era sempre
qualcuno da far morire nelle fiamme.
Antonio Aroldo
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“Una Terribile Arma di Distruzione di
Massa Viva”
Il
Grande Generale Cartaginese Annibale Barca, come già saprete, usò gli Elefanti
Africani per attaccare il Territorio Romano. Questi enormi pachidermi,
all’inizio del Viaggio, erano 37 in tutto, ma soltanto in pochi sopravvissero
alla traversata. I Cartaginesi, per darli l’impressione di stare ancora sulla
“Terra Ferma”, mentre erano in Mare, misero nelle loro Gabbie un Forte Strato
di Terreno. La cosa, per fortuna, funzionò abbastanza. Questi animali, infatti,
furono molto utili nella Battaglia di Canne. I Soldati Romani, per avere
nuovamente la Vittoria, adoperarono il Suono delle Trombe facendoli spaventare
e ritorcere contro i loro stessi Padroni. L’Esercito Nemico fu completamente sbaragliato.
Antonio Aroldo
“La Maniera Sbagliata di Seguire un
Antico Adagio” 
Il
Generale Americano George Armstrong Custer, pur non fidandosi più del Colonnello Phederic Benedick, decise
di non farlo né licenziare, né trasferire a un altro reparto. Questo perché aveva
molta paura della “Cattiva Pubblicità”. Egli, in altre parole, aveva il forte
timore di cosa poteva andare a dire in giro quel suo sottoposto. Egli, tanto
per farla breve, prese la decisione di seguire un vecchissimo proverbio, famoso
in tutto il mondo, che recita così: “Tieniti Stretti gli Amici, ma ancora più
stretti i Nemici. Ecco perché, si portò dietro, quel determinato Graduato, pure
alla famosa Battaglia del Little Bighorn in quella Dannata Estate.
Antonio Aroldo
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“Un Paradisiaco Sogno per chi
Attraversa l’Inferno”
Il
Soldato dell’Esercito Unionista Alfred Bullard, poiché le Razioni di Farina
arrivano ogni 3 giorni- come ogni altra derrata alimentare, un giorno ebbe una
bellissima idea. Egli, infatti, decise di prenderne un bel po’ e di fare delle
Buonissime Frittelle per tutta la sua Compagnia. Il giovane, difatti, aveva raccolto
per strada un Grande Paiolo Scuro mezzo spaccato, lo lavò con l’acqua di un
ruscello, situato nei pressi del suo accampamento e la sera si mise a cucinare
facendo felici tutti i suoi amici, che per un attimo, potrebbero aver sentito l’odore
e il sapore della Propria Casa: Calda e Accogliente.
Antonio Aroldo
“La
Testimone
Innamorata del Carnefice”
Annamaria
Moneta Caglio, la sera in cui morì Wilma Montesi, non fu invitata alla Festa.
Il Marchese Ugo Montagna, infatti, le chiese, espressamente, di non farsi
vedere. Il suo nobile amico, per essere più espliciti, le disse che c’era la
“Caccia alle Quaglie” e che era una Cosa Privata. Qualche settimana dopo, la
nostra testimone lesse sul Giornale che, la protagonista di questa storia,
era stata trovata morta, proprio, nella
zona di Capo-Cotta e cioè dove c’era la Villa, la “Tenuta di Caccia” del
suddetto Blasonato Affarista e iniziò a preoccuparsi per Montagna, per il quale
nutriva, un “Sincero Sentimento”.
Antonio Aroldo

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“La Lupa dalle Zampe Sporche”
“Il
Pranzo Consigliato dal Leone con il Crocifisso”
Gioacchino Pecci, ovverosia Papa Leone XIII, nel suo
poemetto in Latino sull’Igiene Alimentare, non parlò soltanto di tener sempre
la Cucina ben Pulita, ma anche altre
cose molto importanti. Sto parlando, cioè, di far cuocere bene il Pane prima di
metterlo a Tavola e di mangiarlo. Questa particolare pietanza, inoltre, secondo
sempre il Pontefice, andava preparata con “Sincera Farina”, ossia non doveva
essere sofisticata, ossia non Adulterata con Sostanze Artificiali o roba
simile. Una cosa, questa, che, purtroppo a giorno d’oggi, accade sempre più
spesso! Egli, poi, fece un Bellissimo Elogio delle Uova da cucinare, disse
infine, di cucinare la Carne senza particolari Salse e di fare una Dieta a base
di un po’ di tutto!
Antonio Aroldo