“
Guerra
= Fame: Equazione Inscindibile per Essere Potenti e Smemorati”
La
Famiglia Mussolini, quando nacque Edda, viveva in condizioni di forte Povertà.
Donna- Rachele, infatti, una volta, ormai anziana, scrisse sul proprio Diario:
“Raramente la Carne seguiva al Piatto di Minestra, mentre la Cena spesso
consisteva in Cavoli e Radicchi”. Qualcosa, in altre parole, di molto simile a
quello che si mangiava
a Napoli in tempo di Guerra. Qualcuno, tanto per fare un esempio, macellò, durante
i bombardamenti, persino la Carcassa di un Cavallo pur di riuscire a mettere
del cibo nello Stomaco. Chi sa cosa mangiava il Duce e i suoi negli anni
quaranta e chi sa cosa mangiano quelli dello “Stato
Islamico” adesso, mentre in Siria, la Gente muore di Fame. Non c’è nulla da
Fare: Il Potere è come una Droga, ovverosia ti dà alla Testa e ti fa
Dimenticare Tutto!
Antonio Aroldo
[1]
“La Lupa dalle Zampe Sporche”
“La
Grande Aquila Francese Genuflessa”
Napoleone,
dopo la sua incoronazione, salì su un “Piedistallo” dal quale fu molto
difficile tirarlo giù! Ci volle la Rovinosa Campagna Militare in Russia per
fargli abbassare la Cresta. Un’Infernale Spedizione che lui deve aver preso
come un segno divino. Egli, infatti, si presentò dal Chiaramonti quasi in
inginocchio e dopo 6 giorni, tramite un nuovo concordato, firmato il 25 gennaio
1813, restituì al Papa parte delle sue Prerogative; poteri molto preziosi, che il
Sommo Pontefice, adoperò con enorme cautela, ma in maniera decisa. Il Vescovo
di Roma, difatti, ricostituì la “Compagnia di Gesù”. Un ordine religioso che,
se ricordate bene, era accusato di fare il “Lavoro Sporco” per conto delle Sacre
Stanze.
Antonio Aroldo
[1]
“Il Profumo della Storia sotto un
Cielo d’Ottobre”
Quest’oggi,
7 ott. 16 miei cari ragazzi Sangiorgesi, il tempo è, molto brutto! Sta,
difatti, piovendo. Domani, però, sarà una giornata abbastanza bella. L’aria,
infatti, sarà fresca e ci saranno, a giudicare dalle previsioni del tempo,
pochissime nuvole in cielo. Questa mattina, in altre parole, sarebbe proprio il
caso di prendere un bel giubbino di pelle e andarsene in giro per la Città,
magari verso la Villa
Comunale. Quello storico ed enorme caseggiato- con parco annesso, infatti, è
stato restaurato da pochissimo tempo, così mi hanno detto, in maniera splendida
e merita, sicuramente, una visita da parte di tutti noi per ammirare la sua
Bellezza. Io, infine, se devo dirvi la Verità ho sentito, in quelle rare volte
che sono andato lì, l’odore della Storia che si faceva Materia. Ragion per cui,
carissimi lettori, nel pomeriggio andate a farvi una passeggiata e portateci i
bambini mi raccomando. Vi assicuro che sarà uno sballo per loro avvertire l’ebrezza
del tempo che fu concretizzarsi sotto i loro increduli occhi.
Antonio Aroldo
[1]
“Il Grande Amatore Fiorentino” 
Botticelli,
secondo molti storici dell’arte, per la sua “Venere” e per una delle sue Tre
grazie, s’ispirò a una certa Simonetta Vespucci. Una bellissima ragazza con i
capelli rossi come il fuoco vivo che si agita alle dolci brezze nelle serate di
Primavera e che fu l’amante di un membro della Nobile Famiglia dei “Medici” di
Firenze. Sto parlando, cioè del giovane Giuliano. Costui, fratello minore del
più famoso Lorenzo, era, infatti, un gran donnaiolo con una forte propensione a
scegliere per se stesso le “Prede” più belle del suo ambiente geografico e
sociale. Egli, infatti, non arrivò mai a Sposarsi nonostante le insistenze del “Magnifico”.
Antonio Aroldo
[1]
“La Lupa dalle Zampe Sporche”
“Il
Servitore Vestito di Bianco”
Napoleone,
il 2 dicembre 1804, pretese da Pio VII, di essere incoronato Imperatore nella
Città di Parigi nella Cattedrale di Notre-Dame. Un atto religioso di grande
importanza che in concreto, come spero sappiamo tutti, non ci fu perché Bonaparte
tolse la Corona dalle mani del Pontefice e se la mise in testa. I Colpi di
Scena, però, non finirono certo lì. Il neo Sovrano d’Europa, infatti, non solo
decise di farsi assegnare tutta l’amministrazione dei Beni della Chiesa, ma
volle mettere il naso in ogni affare del Vaticano. Il “Potere Temporale Romano”,
in altre parole, decadde e il Papa fu “Gentile Ospite” dei Francesi per altri
quattro Mesi e quando tornò a Roma trovò, come pagamento dei Servigi resi, una
preziosissima Tiara, due pregiatissimi Candelabri e due Bellissimi Tappeti.
Antonio Aroldo
[1]
“Lo Studente Zeza”
Il
nostro Al era un grande Bevitore, un formidabile giocatore d’azzardo e un
meraviglioso “Latin Lover” che stava quasi sempre fuori casa al quale,
naturalmente, piaceva la Bella Vita e non faceva nulla per nasconderlo. Egli,
però, non pensava certo soltanto a divertirsi. Tra i suoi pensieri, infatti, c’era
anche la Carriera. Mister Capone, difatti, ogni tanto studiava le mosse del
Boss Torrio e da bravo Scolaro capì che, per fare Buoni Affari nella città di
Chicago, occorreva spendersi per una tregua tra le varie Famiglie in lotta per
il Potere dopo l’uccisione di Don Lo-Cosimo. L’accordo fu trovato grazie alla
meravigliosa abilità Diplomatica dell’Anziano Capo-Mafia.
Antonio Aroldo
[1]
“
Giustizia
e Ordine: I Due Volti di una Nazione Pacifica”
Il
palazzo delle poste Centrali a Napoli, già fortemente danneggiato nel
bombardamento del dicembre 1942, fu ulteriormente lacerato il 7 ottobre 1943 da
una potente mina tedesca che era stata nascosta dall’esercito Nazista prima che
arrivassero gli americani. Quel giorno, per chiarirci, dopo la grande allegria
suscitata dall’arrivo degli Alleati, i Napoletani ripiombarono nell’angoscia. Questo
perché a bombardare, in quel determinato periodo, non erano più gli
anglo-americani, ma i tedeschi. La fuga nazista, in breve, non significò l’immediato
“Scoppio della Pace”, ma la lentissima instaurazione di un regno di Libertà,
Uguaglianza e di abbondanza per tutti con l’ideazione del “Piano Marshall” e
ciò vuol dire niente più Fame e Povertà. Tutto ciò, in altre parole, è una
Condizione imprescindibile per un Paese Realmente Pacificato. Speriamo che
succeda così anche in Siria.
Antonio Aroldo