“Liberi, Felici e Pidocchiosi”
Il
popolo Napoletano, quando le truppe anglo-americane entrarono in città, era pressoché
distrutto, stremato dai combattimenti con i tedeschi. I bombardamenti e poi gli
scontri hanno fatto “Saltare” tutti i “Pubblici Servizi”: il Gas, l’Energia
Elettrica, l’approvvigionamento Idrico e per ultimo, ma non meno importante il
Sistema Fognario. Tutto ciò, ovviamente, portò a un’Immensa sporcizia che
rischio di sviluppare un’epidemia di “Tifo Petecchiale”; ma cos’è il Tifo
Petecchiale? Esso, miei cari amici, è un’infezione causata
da un batterio della famiglia delle Rickettsie, Rickettsia prowazeki, trasmessa
da un pidocchio. Dopo un’incubazione di 4-10 giorni, compare tutta una serie di
sintomi molto specifici, ossia: febbre, mialgie, dolori articolari, petecchie
diffuse (che si manifestano dal quarto al settimo giorno dall’esordio della
malattia); la febbre continua, elevata, per 8-10 giorni. Si possono osservare
complicanze neurologiche, ematologiche e cardiovascolari. La diagnosi si compie
con il metodo dell’immunofluorescenza. La cura è a base di tetracicline o
chinolonici. Questa patologia, in altre parole, è una diretta conseguenza di
uno scarsissimo uso delle norme igienico-sanitarie. Ah (!), se potessimo
ricordarci ciò che accadde ai nostri padri in quel periodo, il mondo sarebbe
migliore.
Antonio Aroldo
“Gli Infami Ceppi di Sanza”
La
rappresaglia fascista a Sanza fu, come si è già detto, fredda e spietata. Gli uomini
di Murena, difatti, circondarono tutto il paese in maniera tale che nessun poté,
nemmeno lontanamente pensare di fuggire o di reagire. Il comune, infatti, alla
fine dovette arrendersi e consegnare al nemico un gruppo di ostaggi formato da
molti uomini e due donne che furono messe in catene, assieme a tutti gli altri,
e fatte sfilare davanti all’intero paese fino alla prigione della zona. Un atto
crudele e insensato, quindi, che Murena volle mettere, per così dire, in scena
per affermare, definitivamente, il suo Potere.
Antonio Aroldo
[1]
“Il Mistero dei Figli del Toro”
Le
stesse Caratteristiche del tipo Ariano,
poi, sono state individuate, alla fine degli anni quaranta, almeno questo dicono
gli esperti della questione, proprio in una specifica razza di Extraterrestri
chiamati dagli studiosi “I Nordici”.
Essi, sempre il mito fondativo della Città di Atlantide, provengono dalle
Pleiadi ovverosia dal gruppo di stelle che concorrono a formare una costellazione
che abbiamo già incontrato nel nostro precedente viaggio, ossia quella del “Toro”.
I discendenti dei Pleiadiani, in realtà però, non andarono soltanto in Tibet e
nell’Europa del Nord, ma anche in Egitto, dove contribuirono a formare la Civiltà
delle Piramidi, in Messico e in altre parti dell’America del Sud, dove contribuirono
a creare le Grandi Civiltà che abbiamo studiato a Scuola.
Antonio Aroldo