“Il Carteggio Insanguinato”:
“Per
Il Bene del Paese”
Priori
diede la Cartellina rosa al Conte Annoni Di Gussola, che la diede al futuro
presidente del consiglio dei ministri italiano Alcide
De-Gasperi (Pieve Tesino, 3 aprile 1881 – Borgo Valsugana, 19 agosto 1954), che
a sua volta, restituì quell’importantissimo plico, tramite il Vaticano, all’ormai
ex premier inglese Winston Churchill. La domanda, a questo punto nasce
spontanea: perché De-Gasperi non adoperò quelle scottanti carte per costringere
Churchill a fare pressioni sulla Comunità Internazionale, affinché concedesse
all’Italia, qualcosa in più con il cosiddetto “Piano
Marshall”? Beh, perché il Gioco non valeva la Candela. De-Gasperi, infatti,
sapeva benissimo che, se Churchill non avesse ceduto al Ricatto, perché di
questo si trattava, c’erano soltanto due scelte: o far pubblicare il tutto,
facendo così, scoppiare una bellissima guerra civile, o rimanere vittima di un
banale incidente stradale, diventando così, l’ennesima persona uccisa in un
Gioco più grande di lei. A Luigi Canali (Il Neri), alla staffetta Gianna, ad
Anna-Maria Bianchi e a suo padre, a Bigini e a tanti altri, io come Italiano,
vi chiedo perdono per ciò che vi è accaduto, ma a volte la vita
delle singole persone, è travolta dal Destino dei Popoli.
Antonio Aroldo
“Il Carteggio Insanguinato”:
“La
Mossa di Priori”
L’Azzali
si occupò dell’oro e dei gioielli; mentre, Priori, si occupò dei documenti. Tra
le carte ritrovate c’era anche una cartella Rosa con sopra scritto il nome di Churchill
e con dentro la documentazione del Carteggio. Priori, nel vedere quei fogli,
rimase sbigottito. Egli, infatti, aveva sentito parlare più e più volte di quei
documenti in quel particolare ambiente, ma non pensava certo che esistessero
veramente. Priori, comunque, restò stupito anche del fatto che una copia, di
quel fitto scambio di lettere, fosse proprio in quella cassaforte. Priori, comunque
sia, in quei momenti così concitati, nascose quel plico nei suoi pantaloni, perché
l’Azzali non lo vedesse. Egli, infatti, non si fidava di una persona che aveva
appena conosciuto.
Antonio Aroldo
“Il Carteggio Insanguinato”:
“La
Mossa di Priori”
L’Azzali
si occupò dell’oro e dei gioielli; mentre, Priori, si occupò dei documenti. Tra
le carte ritrovate c’era anche una cartella Rosa con sopra scritto il nome di Churchill
e con dentro la documentazione del Carteggio. Priori, nel vedere quei fogli,
rimase sbigottito. Egli, infatti, aveva sentito parlare più e più volte di quei
documenti in quel particolare ambiente, ma non pensava certo che esistessero
veramente. Priori, comunque, restò stupito anche del fatto che una copia, di
quel fitto scambio di lettere, fosse proprio in quella cassaforte. Priori, comunque
sia, in quei momenti così concitati, nascose quel plico nei suoi pantaloni, perché
l’Azzali non lo vedesse. Egli, infatti, non si fidava di una persona che aveva
appena conosciuto.
Antonio Aroldo
“Il Carteggio Insanguinato”:
“Iniziano
le Indagini”
Dante
Gorreri, cioè, nascose quei preziosi documenti nella cassaforte del suo ufficio
personale situato nella sede comasca del “Partito Comunista D’Italia”. Gorreri,
però, lì dentro non nascose soltanto quelle importantissime carte, come d’altronde
avrebbe fatto chiunque nella sua stessa situazione, ma anche tanto e gioielli. Nel
marzo del 1946, la dirigenza nazionale del Partito, decise di mandare qualcuno
a Como per indagare sull’appropriazione indebita di valori e documenti compiuta
da Gorreri. I prescelti, per tale missione, furono una certa professoressa Azzali
e il giornalista Luigi Carissimi-Priori. Questi due investigatori d’eccezione,
notte tempo, penetrarono nella sezione comasca del Partito, forzarono l’armadio-cassaforte
e trovarono tutto.
Antonio Aroldo
“La Cicogna Guerriera”
I primi
aerei, che bombardarono Napoli nel novembre 1940, erano inglesi. Essi, però
così come raccontano anche i testimoni, almeno all’inizio non colpivano i
centri abitati, ma soltanto la zona del porto, le industrie e le raffinerie. Gli
obiettivi da colpire erano scelti tramite un piccolissimo aereo-spia, che la
gente del luogo aveva imparato a chiamare in maniera molto simpatica “La Cicogna”,
perché aveva un motore leggerissimo, che ogni giorno, svolazzando sulla città,
fotografava tutti gli obiettivi prescelti: quelli già distrutti e quelli ancora
d’attaccare. Esso, cioè, non portava “Liete Novelle” alle famiglie, ma soltanto
tre cose: Morte, Distruzione e la Promessa di un Futuro di Libertà.
Antonio Aroldo
“Ai Cacciatori Di Libertà”
“Era
la Notte sulla Sicilia, era la Calma sulla Terra! L’Offeso Mondo era ricoperto
d’Oscurità. Gli uomini avevano lumi accanto, chiusi con loro nelle Stanze, ei
Morti, tutti gli Uccisi, si erano Alzati a Sedere nelle Tombe meditando. Io
pensai, e la Grande Notte fu in me, Notte su Notte, ed io pensai alle Notti di
mio Padre, alle Notti di Noè, alle Notti dell’Uomo ignudo nel Vino, Inerme,
Umiliato meno di un Uomo, meno di un Fanciullo, o di un Morto”. A tutti quelli
che si sono fatti ammazzare per la nostra Libertà, io dico, mille volte Grazie;
non vi Dimenticheremo Mai e poi Mai!
Antonio Aroldo
“Ai Cacciatori Di Libertà”
“Era
la Notte sulla Sicilia, era la Calma sulla Terra! L’Offeso Mondo era ricoperto
d’Oscurità. Gli uomini avevano lumi accanto, chiusi con loro nelle Stanze, ei
Morti, tutti gli Uccisi, si erano Alzati a Sedere nelle Tombe meditando. Io pensai,
e la Grande Notte fu in me, Notte su Notte, ed io pensai alle Notti di mio
Padre, alle Notti di Noè, alle Notti dell’Uomo ignudo nel Vino, Inerme,
Umiliato meno Uomo di un Fanciullo, o di un Morto”. A tutti quelli che si sono
fatti ammazzare per la nostra Libertà, io dico, mille volte Grazie; non vi
Dimenticheremo Mai e poi Mai!
Antonio Aroldo