lunedì 9 marzo 2015

Un Seme di Pacifica Verità Chiamato Sincretismo Religioso


[1] “Un Seme di Pacifica Verità Chiamato Sincretismo Religioso”


[2]Il partito di Nichi Vendola, “Sinistra, Ecologia e Libertà”, nella giornata dello scorso 7 marzo ’15, ha dichiarato qualcosa che ha suscitato molto scalpore e riportato in auge una vecchia polemica politico-Culturale. I Vendoliani, infatti, vorrebbero togliere il “Crocifisso” dalle scuole italiane, perché “Lede la Dignità di Studenti di Altre Religioni”. Le preoccupazioni espresse in tale proposta potrebbero essere anche Reali e Concrete; ma risolvibili, almeno secondo me, in tutt’altra maniera. Io, infatti, invece di “Togliere” aggiungerei qualsiasi altro simbolo di qualunque altra religione ci sia in giro. Io, difatti, sono convinto che nessun Credo religioso al mondo abbia in tasca la Verità Assoluta. Essa, infatti, a dirla tutta nasce dal mero confronto tra tutti i Credi Religiosi esistenti. Un [3]sincretismo religioso, quindi, al quale noi tutti, dovremo un giorno protendere se vogliamo realmente costruire quella società globalizzata e perfettamente pacificata che sogniamo per i nostri figli. L’unico modo per attuare tutto ciò è, almeno secondo me, far nascere una “Cattedra delle Religioni nelle scuole italiane.

 

Antonio Aroldo

   


 

 



[1]Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2]https://www.facebook.com/sputtaniamotutti222/photos/a.1418367715084796.1073741827.1418365938418307/1561722970749269/?type=1&theater
[3] http://www.treccani.it/enciclopedia/sincretismo/

venerdì 6 marzo 2015

Buona Festa della Donna a Tutte


 

[1] “Buona Festa della Donna a Tutte”

Oggi, 6 mar. 15, miei cari amici, in onore della [2]“Festa della Donna” che, come già sapete, è solo fra due giorni voglio dedicare un dolce pensiero d’amore a questa meravigliosa creatura che, con il suo angelico fare, guida la nostra Vita, la nostra Casa, la nostra Anima. Vi voglio, cioè, decantare una bellissima poesia di pochissime righe tratta da una lettera che Daniele Liotti, protagonista della Fiction [3]RAI “Il Generale dei Briganti” (sulla vita di Carmine Crocco), scrive alla sua Amata. Questa lettera, molto probabilmente, non è mai stata scritta. Carmine Crocco, infatti, [4]aveva imparato a leggere e a scrivere in maniera scarsissima da un suo vecchio zio, un soldato dell’esercito napoleonico d’idee liberali. Vi assicuro, però, che vale la pena di leggere queste magnifiche parole che mi hanno toccato profondamente il Cuore. Statemi, dunque, a sentire: [5]“La Femmina è la Moglie, la Femmina è la Madre, la Femmina è la Vita”. A voi tutte, mie bellissime Dee, auguro di rimanere sempre come siete!

Antonio Aroldo

   



 



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[2] http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/06/festa-donna-2015-briefmessage-mutandina-web-per-fermare-violenza-sulle-donne/1482081/
[3] http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-507c243d-3ecc-4fa1-9664-1337de5632cb.html
[4] https://www.youtube.com/watch?v=8DJtdI9zQ9M
[5] http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-507c243d-3ecc-4fa1-9664-1337de5632cb.html

giovedì 5 marzo 2015

Le Primarie Sangiorgesi del PD e il Malumore della Base


 

 

 

[1] “Le Primarie Sangiorgesi del PD e il Malumore della Base”

Miei cari sangiorgesi, come forse già sapete [2]il prossimo 24 maggio, si terranno, a San Giorgio a- Cremano, le elezioni comunali. [3]Una parte della “Base” del partito democratico sangiorgese, però, chiede a gran voce, per le primarie che dovrebbero tenersi razionalmente a breve, delle facce nuove, come darle torto? Entrambi i candidati, sempre se non mi sono rincretinito tutto in una volta, sono stati blasonati membri dell’amministrazione Giorgiano. Ciro Sarno, infatti, era Presidente del Consiglio Comunale, invece, Giorgio Zinno era il vicesindaco e, di fatto, [4]sindaco-facente funzioni della nostra città. Giorgiano, difatti, era, sette volte su dieci, a lavorare in ospedale a Salerno, dunque di chi fidarci? Di chi era il “Braccio Destro” di Giorgiano e forse lo è ancora, o di chi una volta, sempre se non ricordo male, stava facendo cadere il governo cittadino per una stronzata?

Antonio Aroldo

   


 

 



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[2] https://www.facebook.com/video.php?v=906250326092193
[3]https://www.facebook.com/puntosu.sangiorgio/posts/1550751348543750?comment_id=1551039421848276&offset=0&total_comments=8&ref=notif&notif_t=mentions_comment
[4] http://it.wikipedia.org/wiki/Vicesindaco


mercoledì 4 marzo 2015

La Regale Fiaba di San Leucio


 

[1] “La Regale Fiaba di San Leucio”

[2]Ferdinando IV di Borbone (Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro Benedetto; Napoli, 12 gennaio 1751 – Napoli, 4 gennaio 1825), altrimenti chiamato [3]“Il Re Lazzarone”, nel 1789, pochissimi mesi prima della Rivoluzione Francese, fece nascere, nei pressi di un Casino di Caccia, che stava facendo costruire nel casertano, una fiorente comunità di coloni provenienti da diverse parti d’Italia. Lì c’erano, infatti, Liguri, Toscani, Piemontesi e tanti altri piccoli gruppi familiari espressione di altre regioni del territorio italico. Un gruppo molto eterogeneo, quindi, che, grazie alla geniale intuizione del Re, riuscì, comunque sia, a crescere e a prosperare. Il Re Lazzarone, chiamato così perché a lui piaceva moltissimo mischiarsi con la gente comune e vestirsi come una persona qualunque, difatti, per dare autonomia a quelle persone, fece insediare in loco, un’industria manifatturiera nella lavorazione della seta e dei tessuti in generale. Una vera e propria fabbrica attrezzata con i macchinari più moderni dell’epoca che permise, a quel piccolo paese chiamato San Leucio, di diventare famoso in tutta Europa. San Leucio, però, fu famoso anche per un altro motivo. Ferdinando, infatti, a favore proprio di San Leucio, scrisse di proprio pugno uno statuto speciale che istituiva leggi uguali per tutti a prescindere dal ceto socio-economico. Nella città di San Leucio, per esempio, le persone si sposavano per amore e non per vile convenienza economica; alla “Dote” e all’arredo della casa, infatti, pensava lo Stato. Questo codice di leggi, inoltre, prevedeva l’istruzione obbligatoria per i bambini dall’età di 6 anni in su; una volta grandi, poi, li si insegnava un mestiere. I testamenti furono aboliti per legge; i figli, infatti, ereditavano dai genitori o viceversa. Nel caso in cui, poi, non ci fossero stati parenti stretti di primo grado, allora andava tutto al “Monte di Pietà”. Il maggiorascato, poi, era vietato: maschi e femmine, cioè, avevano pari diritti e pari dignità. Il lusso era proibito; tutti, difatti, si dovevano vestire in modo omogeneo, ossia non sfarzoso ma sobrio. [4]I funerali si celebravano senza distinzioni di classe, anzi erano sbrigativi perché non dovevano affliggere. Ferdinando abolì anche il lutto, che trovava sinistro: al massimo una fascia nera al braccio. I capifamiglia eleggevano gli anziani, i magistrati (che restavano in carica un anno), e i giudici civili. Ogni manifatturiere, in altre parole ogni dipendente delle manifatture della seta, era tenuto a versare una parte dei guadagni alla Cassa della Carità, istituita per gli invalidi, i vecchi e i malati. Un’isola felice, dunque, da cui ci sarebbe ancora molto da imparare, che però, fu corrotta dall’ottusagine umana e dalle invasioni napoleoniche e dall’Unità d’Italia.

Antonio Aroldo

   


 

 



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[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_I_delle_Due_Sicilie
[3] http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8134f2a4-06a0-4164-aa36-18b027badbff.html
[4] http://www.ilportaledelsud.org/sanleucio.htm

martedì 3 marzo 2015

“Guardoni Cinematografici: Una fotografia del Passato che mi ha fatto Pensare al Futuro”


[1] “Guardoni Cinematografici: Una fotografia del Passato che mi ha fatto Pensare al Futuro”

 

[2]Le prime sale cinematografiche dei primi anni del novecento, in special modo nel meridione
Figura 1 Foto di Raffaele Savino
 italiano, furono costruite in grandi capannoni “Di Fortuna”, di legno messi su alla meno peggio; un po’ perché a quell’epoca, come avrete già sentito dire oppure letto da qualche parte, nessuno ci credeva alla “Novità del Cinema” neanche i suoi inventori e poi perché, la gente, in particolar modo in certe zone del nostro paese, era poverissima. Molti, infatti, non si potevano neanche permettere di pagare quel miserrimo biglietto d’entrata e preferiva guardare i diversi film dall’esterno della struttura sbirciando attraverso i moltissimi buchi che avevano le pareti. I nostri governanti, chiunque essi siano in questo periodo, dovrebbero tener ben presente che se non si fanno subito le riforme giuste, rischieremo, di tornare a quella condizione di grande indigenza dell’inizio del 20° secolo. Antonio, Antonio, il nostro presidente del Consiglio è Matteo Renzi! Siete così sicuri che sia proprio lui a governarci e non qualcun altro?




Antonio Aroldo

   


 

 



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[2] https://www.facebook.com/photo.php?fbid=782474938496763&set=oa.288024318027502&type=1&theater

lunedì 2 marzo 2015

O'Munaciello


 

[1] “O'Munaciello”

La storia che vi voglio narrare, in quest’uggiosa giornata di marzo, riguarda la [2]tragica avventura di due amanti napoletani dell’epoca rinascimentale. Entrambi, purtroppo molto giovani. I loro nomi erano: Caterina Pezza, figlia di un ricco mercante, e di Stefano Mariaconda, un povero garzone che lavorava nella casa del padre di Caterina. I due, ovviamente, s’incontravano di nascosto. Una notte, però, i due innamorati furono scoperti dalla famiglia della ragazza, mentre erano sul tetto forse pronti a fuggire. Il tentativo di fuga, purtroppo, ebbe un tristissimo epilogo. Stefano, infatti, cadde misteriosamente dal tetto e morì sul colpo. Caterina, impazzita di dolore per la perdita dell’amato, si rifugiò in convento, dove dopo nove mesi diede alla luce un bambino malaticcio e rachitico che visse, tutto il tempo della sua breve vita, in convento con le monache che incominciarono a vestirlo come un monaco per l’appunto. Quel bambino, orfano anche di madre, perché morta di parto poco dopo, così scheletrico, a causa della sua patologia, diventò, cioè, una sorta di essere magico, di spettro per le persone del convento e del borgo circostante. Una leggenda popolare, infatti, che persiste ancora oggi, diceva che, se il ragazzino si fosse vestito di rosso, allora la giornata si sarebbe mostrata buona; se, invece, si fosse vestito di nero, allora la giornata sarebbe stata lugubre. Tutto frutto della maldicenza e della diceria di vulgata, quindi, che si arricchì di un nuovo capitolo quando i parenti materni del piccolo incontrarono il simbolo della loro vergogna e lo uccisero spargendo le sue ossa al vento; trasformandolo, in altre parole, almeno così dice il popolino, in un vero spirito capace di [3]portare fortuna o sfortuna alle persone e facendosi annunciare da una folata di vento freddo o dall’ombra di un bastone. Era nata, insomma, la “La Leggenda del Munaciello”.

   Antonio Aroldo

   


 

 



[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] https://www.youtube.com/watch?v=c884qPUpleE
[3] http://it.wikipedia.org/wiki/Munaciello

venerdì 27 febbraio 2015

Un Grande che Poteva Essere Salvato di nome Alighiero Noschese


 

[1] “Un Grande che Poteva Essere Salvato di nome Alighiero Noschese”

[2]Il 25 novembre 1932, nacque a Napoli (Quartiere Vomero), Alighiero Noschese. Egli fu un grande imitatore satirico televisivo e attore. La sua prima imitazione fu quella del suo professore universitario (Facoltà di giurisprudenza) e poi Presidente della Repubblica Italiana Giovanni Leone. Un’Imitazione, talmente perfetta, che fu lo stesso Leone a consigliargli di proseguire per quella strada. Noschese, infatti, disse una volta il grande Federico Fellini, era un “Ladro di Anime”. L’idea del Professor Leone[3], dunque, si era dimostrata brillante. Alighiero, difatti, negli anni cinquanta e sessanta diventò un grande Show-Man del sistema radiotelevisivo italiano imitando, con impeccabile perfezione, tutti i personaggi del panorama di quell’epoca: Presentatori e presentatrici, attori, cantanti, giornalisti e politici. Una volta imitò Giulio Andreotti, talmente bene, che la madre del più volte Presidente del Consiglio, non si accorse della burla e se la prese con il figlio, perché aveva fatto lo scemo in TV. Un rarissimo e naturale talento affinato dopo molti anni d’esperienza e con l’ausilio di un particolare sistema di registrazione all’avanguardia per quei tempi, che però, può costar caro per chiunque! Quando, infatti, passi tutta la tua vita a entrare nei panni degli altri, alla fine, puoi[4] correre il rischio di non sapere più quali sono i tuoi. Il 3 dicembre 1979, Noschese, mentre era ospite della clinica romana “Stuart” a causa di fortissima depressione, muore ucciso da un colpo di pistola sparato dalla Smith Wesson, in possesso proprio del grande attore. Una morte, quindi, che lascia l’amaro in bocca e tante domande senza risposta: Perché, Noschese nonostante il suo stato, aveva con sé quella pistola? I medici del suddetto nosocomio dissero che averla lo faceva sentire più tranquillo. Noschese di che, o per meglio dire, di chi aveva tanta paura? La sua militanza nella massoneria italiana centra qualcosa in tutto ciò? Perché Noschese, non era sotto stretto controllo e poteva passeggiare per i giardini della struttura liberamente? Come mai, il giorno di questo triste evento, nonostante la presenza di un reparto speciale dei carabinieri perché Andreotti si doveva operare alla Cistifellea, nessuno si accorse di nulla? Beh, cosa volete farci? Siamo sempre nel [5]“Paese delle Mezze Verità”! Noschese, comunque sia, dopo la sua morte avvenuta a 47 anni, fu sepolto, com’era nelle sue ultime volontà, a San Giorgio a- Cremano, città che lui amava moltissimo. Io, infatti, credo che anche lui, com’è successo a Massimo Troisi, abbia il diritto ad avere una [6]“Casa Museo” a San Giorgio a- Cremano, non siete d’accordo con me?

   Antonio Aroldo

   







[1] Tutti i Diritti sono Riservati al Firmatario del Presente Articolo
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Alighiero_Noschese
[3] http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c59ff26c-c84a-4c5d-a9cc-c8062e56760c.html
[4] http://www.disinformazione.it/noschese.htm
[5] https://www.youtube.com/watch?v=Z-Va3C7lrmc
[6] https://www.facebook.com/video.php?v=905657146151511