“Lo Strano Caso di un Monarca Morto
Giovane”
Edoardo
VI, successore di Enrico VIII, nacque il 12 ottobre 1537. Il nostro piccolo
protagonista crebbe amatissimo dal padre e circondato da ogni riguardo. La sua
salute era costantemente controllata dai medici di corte che gli facevano
seguire una dieta ricca e variegata. Costoro, inoltre, controllavano sempre la
temperatura del suo corpo. L’ambasciatore francese, nel 1541, lo descrisse: “Bello
e straordinariamente Alto per la sua Età”. Un diplomatico imperiale, invece,
riferì che aveva una spalla più bassa di un’altra: segno di una leggera
Scogliosi. La sua prima malattia, comunque sia, fu la “Febbre Quartana”, ossia
una forma di Malaria. Il ragazzo, secondo gli esperti dell’epoca, stava così
male da far pensare che, ormai, fosse spacciato. Il Re era sconvolto, e per
risolvere la situazione, gli mandò il suo medico personale, ma questi era un Vero
Ignorante perché lo riempiva di zuppe e brodetti, quando invece, aveva bisogno
di Carne Rossa e Nutriente. Il dottore, infine, fu mandato via e il Principe si
riprese, ma presto s’ammalò di cose di cui nessuno capiva nulla. Fra queste
ricordiamo: morbillo e vaiolo che aprirono la strada, così dicono alcuni
documenti, alla Tubercolosi, ma io m’arrischio a dire che fu avvelenato dalla
Sorellastra Maria e dalla sua potentissima cerchia.
Antonio Aroldo
“Il Miracolo delle Donne Angelicate:
una Grande dei Greci”
La
Femmina Divinizzata, la Donna Angelicata non è un’invenzione esclusiva del Medioevo
Dantesco, ma è nata con la Cultura Greca. Una prova di tutto ciò la si può
trovare nel 18° canto dell’Odissea Omerica. La protagonista femminile, la
Regina Penelope- dopo lo scontro fra Odisseo e il mendicante, scese al piano di
sotto rimproverare i proci per il combattimento organizzato. Una scena molto
chiara e bella in cui, lei, era seguita da alcune ancelle con delle Fiaccole,
perché l’atrio del Palazzo era buio. La stupenda monarca, quindi, era, in quel
determinato momento, Portatrice di Luce. Tutti i Convitati, inoltre, guardavano
la Padrona di Casa come se fosse stato un Angelo sceso dal Cielo a Miracol
Mostrare.
Antonio
Aroldo
[1]
“Un Grave Uxoricidio dal Profumo
Francese”?
Jeane
Valois, all’interno della sua spinosa vicenda, aveva un ingombrante inconveniente.
Sto parlando, cioè, del Conte André Dela-Motte. Il nostro nuovo protagonista, è
bene porlo in luce, era il cugino acquisito e poi marito della prima donna di
questo intrigatissimo giallo. Egli, in altre parole, approfittò della Grande
Intelligenza e della Voglia di Vendetta della moglie per far sempre più soldi
anche attraverso le Memorie scritte dalla consorte. Lui, tanto per farla più
breve possibile, fu come un parassita che succhia la Linfa Vitale dal corpo di
chi l’ospita. La Valois, una volta uscita dal carcere, andò, come vi ho già
detto, a vivere a Londra. Qui fu raggiunta dal coniuge che la spingeva a
scrivere sempre di più. Una richiesta asfissiante che non lasciava scampo. Il suddetto
sposo, infatti, è stato, secondo alcune fonti, uno dei possibili responsabili
della morte della suddetta nobile francese. Ella, in poche parole, a un certo
punto s’era ribellata alle richieste del compagno e lui, per tutta risposta, l’aveva
uccisa gettandola dalla finestra.
Antonio Aroldo
“La Protettrice di un Grande Eroe”
Ulisse
(Odisseo) era molto devoto alla Dea Atena. La nostra protagonista, almeno così
dice la mitologia greco-romana, era la divinità dell’Intelligenza, della
Saggezza, della Strategia Militare e della Guerra Difensiva. Essa, in realtà,
era la figlia di Zeus e della prima moglie Metis (divinità dell’Astuzia). La
sua nascita avvenne in circostanze molto particolari. Il Grande monarca
dell’Olimpo, un giorno- volendo liberarsi di questa compagna un po’ ingombrante,
la convinse a trasformarsi in una Goccia d’Acqua e se la bevve. Egli, cioè,
inventò il primo delitto perfetto di cui si abbia memoria. La sua mossa, tanto
per farla breve, diede inizio a una “Gestazione Paterna”, di cui lui però, non
sapeva nulla. La cosa passò, comunque sia, in un breve lasso di tempo. L’essere
supremo del Pantheon Greco, improvvisamente, incominciò a soffrire di
spaventose emicranie. Apollo, allora, per far smettere il lancinante dolore
prese un pesante martello e gli ruppe la testa. Una dolorosissima operazione,
questa, che fece nascere una delle più importanti e potenti dee di tutto
l’Universo.
Antonio Aroldo
[1]
“Una Lucente Vittoria che non fa
Ragionare”
La
Battaglia di Canne, che si svolse nel mese d’agosto del 216 (a.C.), fu davvero
terribile. I romani, infatti, subirono una pesante sconfitta. Magone, altro
fratello del grande Generale Annibale Barca, per riuscire a mostrare al popolo
cartaginese l’entità della sconfitta inflitta, fece cadere sul pavimento del
Senato punico una montagna d’anelli appartenuti ai Nobili uccisi o fatti
prigionieri nello scontro. La cosa, fu così eclatante, che i membri di quella
determinata assemblea, volevano subito attaccare la Città di Roma, credendo in
una facile e rapida vittoria. La Storia, purtroppo, dimostrerà quanto si
sbagliassero.
Antonio Aroldo
“La Nascita di un Meraviglioso Regno”

Elisabetta
I d’Inghilterra, figlia di Enrico VIII, salì sul trono a soli 25 anni. La sua
regale ascesa fu il punto d’arrivo d’avvenimenti drammatici, burrascosi e
violenti. Torture, uccisioni e Teste Mozzate, a quel tempo infatti, erano
diventate la cosa più normale che si potesse vedere. Procediamo, però, con
ordine. Edoardo VI, almeno così afferma la maggior parte degli analisti, morì
di tubercolosi.
La sua strana morte, comunque sia, fece diventare regina sua sorella Maria, figlia
di Caterina d’Aragona e, come vi ho già accennato, di cultura fortemente
cattolica. Il suo regno, per dirla in breve, non fu uno dei più felici. Gli studiosi, difatti,
l’hanno sempre chiamata “La Sanguinaria”. Ella cioè, non appena ebbe la Corona
Inglese, avviò subito una ferocissima repressione contro le persone di fede
anglicana. Una Violentissima azione, questa, che non fece nessuno sconto e
molto egualitaria. Le autorità inglesi, tanto per esser chiari, reclusero, per
così dire, anche la nostra prima
protagonista. Le due sorellastre, però, si riappacificarono a un certo
punto della vita. La maggiore, per chiarirci, avvertiva il Fiato del grande
mietitrice sul collo e non aveva avuto figli.
Antonio Aroldo