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“Una Collaborazione Dettata dalla
Paura”
La
Testimonianza di Leonardo Vitale, per dirla tutta, poté tornare alla ribalta
grazie anche al fatto che, negli anni 80, trovò molti riscontri, parecchie
conferme nelle Dichiarazioni di tanti altri. Il Fenomeno del Pentitismo, in
quel determinato periodo infatti, s’accrebbe moltissimo, ossia non ci fu
soltanto qualche sporadico caso, ma di una vera e propria fuoriuscita da “Cosa Nostra”
e di una Presa di Distanza dall’Organizzazione.
Tutto iniziò con Giuseppe Di-Cristina che guidava la Famiglia di Riesi
in provincia di Caltanissetta, nonché membro della Commissione. Il Nostro Nuovo
Protagonista, difatti, diventò Confidente della Polizia. Costui, tanto per
chiarirci, incominciò a Collaborare con le Forze dell’Ordine, perché si era
messo contro i Corleonesi.
Antonio Aroldo
[1]
“Un Grande Martire della Giustizia”
Leonardo
Vitale, tanto per esser chiari, fu ucciso dieci dopo la Sua Collaborazione.
Questo significa che la Mafia sa aspettare e anche molto, ma perché Colpire
proprio in quel determinato periodo? Le Dichiarazioni, le Testimonianze del
Nostro Protagonista negli anni 80, sembra banale a dirsi, furono riportate in
Auge grazie ai Giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone che stavano
istruendo il Famoso “Maxi-Processo”. Questi due Grandi Eroi, infatti,
scrissero, nella Sentenza di rinvio a Giudizio di Centinaia di Mafiosi, che: “è
Augurabile, che almeno dopo morto, Vitali trovi il Credito che Meritava da
Vivo”.
Antonio Aroldo
“Il Demone Fuggito”
Il
7 febbraio 1979, in America del Sud- e più precisamente in Brasile, morì Josef
Mengele, ossia il
Medico
del Campo di Auschwitz, che sottoponeva, i Prigionieri di quel determinato
posto, a inutili Esperimenti. Una Terribile Violenza, questa, che, aveva come
unico effetto, quello di Danneggiare la Salute delle Persone sottoposte. Il
Servizio Segreto Israeliano, ovviamente, tentò per lungo tempo d’individuare e
d’arrestare il Nostro Protagonista per i Suoi Molti Crimini, ma senza mai
riuscirvi. Egli, infatti, non scontò neanche un solo giorno di Carcere. La Morte
di questo pazzo, avvenuta in Stato di
Completa Libertà, è uno dei Fatti più incredibili della Storia. Tutto grazie all’“Operazione
Odessa”.
Antonio Aroldo
“Il Romanticismo del Ribelle”
E
sistono
molti Miti, molte Leggende che si sono
create intorno a Personaggi Storici. Uno di questi esempi, tanto per esser
chiari, è quello del Bandito Siciliano Salvatore Giuliano. La Sua Figura,
infatti, col passare del Tempo, si vestì, per così dire, di una Forte Aurea
Romantica. Il Nostro Protagonista, cioè, fu visto, a un certo punto della Sua
Vita, come un “Novello Robin Hood”. Una cosa, questa, che si formò grazie a
parecchi Leggendari Episodi. Tante piccole Storielle che hanno contribuito a
creare un’immagine di Grande Eroe. Una di queste storie, tanto per fare un
Esempio Concreto, riguarda il Suo Rapporto con la Duchessa di Platanee, a cui
lui, aveva rubato i Gioielli; lei, poi, gli aveva prestato un Libro, e lui
aveva fatto in modo di farglielo riavere con un Messaggio che recitava così:
“Giuliano Mantiene Sempre le Sue Promesse”.
Antonio Aroldo
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“La Giustizia del Diavolo e la
Solitudine dei Giusti”

Leonardo
Vitale, tanto per chiarirci, si fece 11 anni di Reclusione divisi fra Prigione
e Manicomio Criminale. Il nostro protagonista, cioè, fu rinchiuso in due
differenti posti: prima nel sistema carcerario della Città Siciliana di
Barcellona-Pozzo di-Gotto, e poi a Reggio-Emilia. Egli, infine, tornò a casa in
Sicilia nel 1984 sotto il regime del Domicilio Coatto. Il primo vero Pentito di
Mafia, in altre parole, non si doveva muovere dalla Sua Zona d’Origine, poteva
andare alla Messa Religiosa, ma nulla di più. Un Breve Tragitto, quindi, che,
questo Coraggiosissimo Uomo, faceva quasi ogni giorno assieme alla Madre e alla
Sorella. Una Brevissima Passeggiata, questa, ben studiata dal killer che
l’uccise il 2 dicembre 1984 con due Colpi in Testa.
Antonio Aroldo
“Trovato Pazzo per la Li
bertà
dei Demoni”
Leonardo
Vitale, tre settimane dopo aver firmato il Verbale, fu sottoposto, per ordine
del Giudice Istruttore Rizzo, a Perizia Psichiatrica. I Dottori, tanto per
farla breve, lo dichiararono Semi-Infermo di Mente e in preda a una Fortissima
Crisi Religiosa. Il Collegio Giudicante, però, disse anche che era del tutto
attendibile. Il processo, basato su i fatti raccontati dal Nostro Protagonista,
iniziò a prendere forma nel 1977. Gli unici ad essere condannati, però, furono
soltanto lo Zio Titta e il Grande Eroe di questa storia. I medici, in altre
parole, fecero molto bene il Proprio Lavoro e tutti gli altri furono scarcerati
e prosciolti.
Antonio Aroldo
“Il Testimone della Nascita della
Stirpe del Male”
Leonardo
Vitali parlò dei suoi Rapporti con La Mafia e di tutti gli Affari Sporchi di
quella Determinata Epoca. Egli, infatti, volle parlare del Sequestro del
Giornalista Mario De-Mauro che lavorava, come vi ho già detto, al “Paese Sera”.
Il Nostro protagonista, inoltre, chiamò in causa anche l’Ex Sindaco della Città
di Palermo Vito Ciancimino che, a quel tempo, era all’Apice del Suo Potere. I
suoi Interrogatori furono molto interessanti anche perché disse che, al Vertice
di Cosa Nostra, c’era una Commissione. Egli, infine, tirò in ballo anche
Stefano Bontade e Pippo Calò. Il Giovane Pentito, però, non si fermò lì.
Vitali, difatti, introdusse, nelle sue Dissertazioni con gli Inquirenti, anche
un Gruppo di mafiosi provenienti da Corleone e in cui c’era pure certo
Salvatore Riina: poco conosciuto in quel periodo, ma che si stava facendo le
Ossa.
Antonio Aroldo