“I Mastini della Guerra Statunitense”

Gli
Scout Indiani dell’Esercito Americano erano detti “I Lupi delle Giacche Blu”. Essi,
infatti, erano capaci d’individuare una Pista, delle tracce nemiche anche a
chilometri di distanza dagli avversari. Il loro simbolo, difatti, erano due
dita della di una Mano a formare le Orecchie del Lupo. La loro Paga era di 13
dollari al mese, ossia la somma pervenuta ai Soldati Semplici. Il loro
inquadramento effettivo, nelle truppe americane, si ebbe grazie a un Decreto
del Presidente Andrew Johnson nel 1865, ma in realtà, esistevano dalla nascita
degli Stati Uniti e i loro Nemici Giurati erano i Sioux (Dakota). I più famosi
provenivano, tanto per farla breve, dalle tribù “Arikawa”, “Crow” e “Seminole”.
Quest’ultimi
erano nati dall’incrocio di Schiavi Negri e Pellerossa e furono i più Bravi e i
più Fedeli. queste particolari guide, infine, vennero adoperate anche nella
Famosa Battaglia del Little Bighorn in cui Custer prese una Grande Batosta per
non ascoltato i Consigli di “Pugnale insanguinato”,
guida Crow e suo Grande Amico, che gli diceva d’attendere e di studiare bene la
Situazione prima d’attaccare “Toro Seduto” e tutti i Suoi. Il Campo degli
Avversari, per chiarirci, era troppo vasto per i Gusti del Saggio Capo Indiano.
Il suddetto Eroe Americano era troppo ansioso di prendere le Armi e di
ricoprirsi di Gloria. Tale scontro fu osservato da lontano da un Seminole
chiamato “Ricciolo” che aveva litigato con Custer per la presunzione ed era
stato esentato dalla Sanguinosa Giornata.
Antonio Aroldo
https://www.youtube.com/watch?v=NV6dbamZCiA
http://www.farwest.it/?p=1698
“I Maneggiamenti di un Oscuro
Faccendiere”
Annamaria
Moneta Caglio, allora, andò dal suo amico e amante, il Marchese Ugo Montagna
per chiedergli spiegazioni in merito a quella dannata sera e lui disse di non preoccuparsi,
perché era tutto a posto, mostrandosi però, molto nervoso e incavolato. Lei,
innamorata com’era, gli credette subito
e non si mise a discutere. Il 29 aprile, infine, il nobile di San Bartolomeo,
ricevette da Piero Piccioni una telefonata che lo convinse a parlare con la Polizia
Romana assieme al giovane Compositore. Un Colloquio, questo, che deve essere
andato piuttosto bene, perché i due amici una volta usciti dal “Ministero dell’Interno,
dissero che era andato tutto bene e che era tutto tranquillo!
Antonio Aroldo
“Sangue per l’Autodeterminazione”
I
sudisti, non sto parlando dei Capi, ma del semplice uomo che aveva un piccolo o
medio appezzamento di terra, non badavano tanto al problema della Schiavitù, ma
alla questione dell’Autogoverno. I Virginiani, tanto per fare un esempio
concreto, volevano essere governati dagli abitanti della Virginia e non certo
da persone arrivate dalla Città di Washington o da qualsiasi altro posto. Essi,
cioè, volevano essere guidati da individui che conoscevano le loro
problematiche per averle vissute sulla propria pelle in prima persona e nulla
più. Tutto il resto era, sì qualcosa di importante, ma non aveva quell’importanza
vitale tanto da farsi uccidere per essa.
Antonio Aroldo

[1]
“La Lupa dalle Zampe Sporche”
“Il
Sostenitore di Proverbi Alimentari”
Gioacchino
Pecci, Papa Leone XIII, consigliò inoltre di mangiare molta Frutta, in
particolare molte Mele, forse quel vecchio proverbio che dice: “Una Mela al
Giorno, toglie il Medico di Torno”, magari dice la Verità! Egli, in ultima
analisi, tese a confermare anche un altro antico “Detto” che dice: “Il Vino fa
Buon Sangue”. Il Pontefice, infatti, in questo suo Famoso Scritto, disse, come
ogni buon Romano Consiglia, di farsene un Bicchiere una volta ogni tanto. Una cosa,
questa, che io non faccio mai. Io, difatti, sono “Astemio” ormai da moltissimi
anni. Il sottoscritto, in altre parole, beve, come vi ho già detto, soltanto “Acqua
Gassata”.
Antonio Aroldo
[1]
“Un Vestito Mortale”
La
“Tunica Molesta” era una Veste di Lino Bianco, impregnata di Nafta e di una
Speciale Pasta che, ai tempi dell’Imperatore Romano Nerone, era fatta indossare
ai Condannati a Morte davanti a tutto il Pubblico del Famoso Circo Massimo. Essa,
infine, grazie al particolare miscuglio delle suddette sostanze, era fatta
bruciare a fuoco lento, producendo una Grande Fiammata molto intensa e lunga da
estinguere. Il Condannato, tanto per farla breve, moriva tra Atroci Sofferenze
che duravano parecchio tempo. Un Infernale Spettacolo, quindi, che, al
Sanguinario Monarca di Roma, piaceva moltissimo, visto che c’era sempre
qualcuno da far morire nelle fiamme.
Antonio Aroldo
[1]
“Una Terribile Arma di Distruzione di
Massa Viva”
Il
Grande Generale Cartaginese Annibale Barca, come già saprete, usò gli Elefanti
Africani per attaccare il Territorio Romano. Questi enormi pachidermi,
all’inizio del Viaggio, erano 37 in tutto, ma soltanto in pochi sopravvissero
alla traversata. I Cartaginesi, per darli l’impressione di stare ancora sulla
“Terra Ferma”, mentre erano in Mare, misero nelle loro Gabbie un Forte Strato
di Terreno. La cosa, per fortuna, funzionò abbastanza. Questi animali, infatti,
furono molto utili nella Battaglia di Canne. I Soldati Romani, per avere
nuovamente la Vittoria, adoperarono il Suono delle Trombe facendoli spaventare
e ritorcere contro i loro stessi Padroni. L’Esercito Nemico fu completamente sbaragliato.
Antonio Aroldo
“La Maniera Sbagliata di Seguire un
Antico Adagio” 
Il
Generale Americano George Armstrong Custer, pur non fidandosi più del Colonnello Phederic Benedick, decise
di non farlo né licenziare, né trasferire a un altro reparto. Questo perché aveva
molta paura della “Cattiva Pubblicità”. Egli, in altre parole, aveva il forte
timore di cosa poteva andare a dire in giro quel suo sottoposto. Egli, tanto
per farla breve, prese la decisione di seguire un vecchissimo proverbio, famoso
in tutto il mondo, che recita così: “Tieniti Stretti gli Amici, ma ancora più
stretti i Nemici. Ecco perché, si portò dietro, quel determinato Graduato, pure
alla famosa Battaglia del Little Bighorn in quella Dannata Estate.
Antonio Aroldo