“Le Prigioni Savoiarde della Morte”
I
soldati del “Regno delle Due Sicilie”, quelli che non vollero assolutamente
integrarsi nel “Neo Esercito Italiano”, furono tutti o quasi tutti deportati in
veri e propri “Campi di Concentramento”. I più famosi, fra questi terribili
luoghi, erano due: la Prigione
fortificata (oggi diremo di massima sicurezza) della città di Fenestrelle,
sulle Alpi Francesi, e la prigione di San Maurizio nel Canavese in Piemonte. In
tali luoghi, così infernali, furono imprigionati anche molti ufficiali
napoletani. Tutta gente di stirpe nobile che, secondo il regolamento militare,
doveva essere rilasciata e rimandata a casa. La vita in tali posti, chiamati da
alcuni dispacci militari, “Campi di Rieducazione”, era durissima. Le celle,
infatti, non erano per nulla riscaldate. Nel carcere di Finestrelle, inoltre,
dopo la rivolta di massa dell’agosto del 1861, furono sfondate tutte le finestre
dei suddetti vani carcerari. I prigionieri, per questa ragione, iniziarono a
morire, almeno ufficialmente, di problemi polmonari.
Antonio Aroldo
“Il Candidato Di-Giacomo Sogna una
Città Più Attenta ai Più Deboli”
Ciro
Di-Giacomo, nel suo programma elettorale, ha scritto di voler potenziare
l’organico delle assistenti sociali. Egli, come consigliere comunale, ha,
infatti, potuto conoscere benissimo il duro lavoro che fanno queste persone sul
campo aiutando gli elementi più deboli, gli emarginati delle nostre comunità.
Un qualcosa, insomma, che deve essere davvero la priorità per ogni
amministrazione di qualsiasi livello istituzionale, perché altrimenti con la
crisi che attanaglia la nostra nazione e che è sociale oltre che economica, alla
fine si concreterà in una vera e propria rivolta che dalle periferie dilagherà
ai centri in men che non si dica. Un bellissimo proposito, quindi, quello del
candidato Di-Giacomo, che deve, però, diventare un progetto ben curato,
altrimenti miei cari ragazzi, ci sarà presto solo un’altra parentopoli
com’è accaduto per l’ex “Città Solidale”.
Antonio Aroldo
“Un Usignolo Appena Uscito dal
Guscio”
Ylenia
Lucisano è una giovane cantante pop con venature folk d’origini calabresi molto
brava che dimostra di avere una grandissima tecnica canora, studiata e
approfondita per tanti anni. Le sue canzoni, infatti, sono sempre molto dolci e
sempre molto sensuali e ciò le sta permettendo di fare una bellissima carriera.
Il prossimo 30 aprile 2015, tanto per fare un esempio, sarà a cantare a
Catanzaro sul palco con il grande Francesco De-Gregori. Questa bellissima
ragazza, che promette di diventare una magnifica artista, però, non è ancora capace
di suscitare, almeno per quanto mi riguarda, quell’assurda “Magia” che mi fa
entrare la Musica nelle viscere, me la fa salire per l’intero corpo fino al
cervello e che, infine, mi fa ballare anche in pieno silenzio strappandomi il
Cuore ancora pulsante dal petto. Un qualcosa, quindi, che solo dei grandi
artisti come: Amedeo Minghi, Gianni Morandi e Laura Pausini sono capaci di far
nascere. Quando lei sarà in grado di fare tutto ciò, allora ascolterò la sua
musica, ma fino a quel momento, lei per me deve ancora crescere.
Antonio Aroldo
“Un Usignolo Appena Uscito dal
Guscio”
Ylenia
Lucisano è una giovane cantante pop con venature folk d’origini calabresi molto
brava che dimostra di avere una grandissima tecnica canora, studiata e
approfondita per tanti anni. Le sue canzoni, infatti, sono sempre molto dolci e
sempre molto sensuali e ciò le sta permettendo di fare una bellissima carriera.
Il prossimo 30 aprile 2015, tanto per fare un esempio, sarà a cantare a
Catanzaro sul palco con il grande Francesco De-Gregori. Questa bellissima
ragazza, che promette di diventare una magnifica artista, però, non è ancora capace
di suscitare, almeno per quanto mi riguarda, quell’assurda “Magia” che mi fa
entrare la Musica nelle viscere, me la fa salire per l’intero corpo fino al
cervello e che, infine, mi fa ballare anche in pieno silenzio strappandomi il
Cuore ancora pulsante dal petto. Un qualcosa, quindi, che solo dei grandi
artisti come: Amedeo Minghi, Gianni Morandi e Laura Pausini sono capaci di far
nascere. Quando lei sarà in grado di fare tutto ciò, allora ascolterò la sua
musica, ma fino a quel momento, lei per me deve ancora crescere.
Antonio Aroldo
3
“Un Antico Guinzaglio per i Popoli
chiamato Eclissi”
Questa
mattina 20 mar. 15, come tutti già ben saprete, c’è stata, in gran parte dei
cieli europei e avrà il suo culmine proprio in Italia, un’eclissi solare. Un
bellissimo evento che non si ripeteva da ben 16 anni ossia 1999. Eclissi solari
e lunari hanno sempre
colpito la fantasia popolare. Maghi, stregoni, sapienti da ogni dove e persino
grandi navigatori, difatti, hanno adoperato questi fenomeni, del tutto
naturali, per asservire la gente al proprio volere. Cristoforo Colombo, per
esempio, nel 1504, per sottomettere alla propria volontà, una tribù giamaicana,
ebbe un’idea, che ai giorni nostri, potremo considerare bislacca. Egli,
infatti, fece credere loro di essere capace, attraverso la preghiera al suo
Dio, d’oscurare la luna. Speriamo che non ci siano più persone così ignoranti e
credulone da cadere in tranelli di questo tipo.
Antonio Aroldo
“Lettera Aperta ai
Politici Italiani”
Carissimi
politici e amministratori della Cosa Pubblica! Una volta c’era più rispetto per
gli altri. Le persone, sì, discutevano anche animatamente, ma alla fine c’era
sempre il buon senso, la giusta misura delle cose; si cercava, cioè, di
comprendere sempre le ragioni dell’altro. Oggi, invece, all’epoca di Renzi e di
Berlusconi, c’è la Prevaricazione, l’imbroglio, l’accordo sotto banco con il
nemico del tuo avversario. Uno sport, questo, che potrebbe andare bene ancora
per qualche tempo, ma poi la corda si spezzerà inevitabilmente e la gente sarà
portata a rivalersi sulla pelle di chi l’ha imbrogliata usando anche la
Violenza. Perciò, miei cari, siate buoni basta che lo vogliate e fate le riforme
giuste per il nostro Paese.
Antonio
Aroldo
“Verità Adombrate dai Vincitori”
Il
nostro Sud, dopo l’Unità d’Italia, ebbe soltanto: fame, violenza, morte e
distruzione. Un vero e proprio genocidio, dunque, che fu economico, con la chiusura
delle fabbriche meridionali e con le “Rapine Legalizzate” delle banche del sud
a favore di quelle del nord, culturale, con l’asservimento delle credenze e
tradizioni popolari meridionali attraverso la cosiddetta Italianizzazione del
popolo e fisica, con l’uccisione sistematica di molti meridionali con la scusa
del brigantaggio e con l’applicazione della “Legge Pica”. Un crudele e tragico
eccidio, quindi, che spinse il figlio
di Garibaldi, Ricciotto, tornato in Italia dall’Inghilterra, dov’era andato per
motivi di studio, a combattere assieme ai Briganti.