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lunedì 30 novembre 2020
“Due Grandi Portatori della Fiaccola della Libertà”
Gli uomini del Generale Lee, per poter entrare in Pennsylvania nei giorni della Battaglia di Gettysburg, dovettero passare per il Maryland. Uno Stato, questo, sostanzialmente fatto da Immigrati Tedeschi e, come forse vi ho già accennato una volta, amico degli Schiavisti anche se faceva parte della Compagine del Nord. Questa era una delle Gravi Problematiche del Conflitto di Secessione. Esso, cioè, ha Spaccato, Strappato, Dilaniato in maniera trasversale, profonda e continua l’intero territorio statunitense, ferendone anche l’Anima. Molti Vecchi Scrittori del Mondo Sudista, infatti, hanno continuato, per molto tempo, a Dire, a Pensare con Nostalgia, che se le cose, quel giorno, con la Carica di Pickett sarebbero andate in modo differente, oggi il Mondo sarebbe stato “Diverso”. Una Lacerazione, questa, i cui Segni, basta guardare un qualsiasi Telegiornale, si vedono ancora adesso. Martin Luther King, il 3 aprile 1968, pronunciò queste parole: “Io Voglio fare soltanto la Volontà di Dio”. Egli, poi, continua dicendo: “E lui che mi ha permesso di arrivare sulla Cima della Montagna ed io ho Guardato Giù e ho visto la Terra Promessa, può anche darsi che io non ci arrivi con voi, ma questa sera voglio che voi sappiate che noi come Popolo arriveremo nella Terra Promessa”. Questo Carismatico Leader della Storia Umana, qualche giorno dopo, sarà assassinato mentre tornava nel suo Motel. Lincoln e Luther King, tanto per farla breve, sono state solamente due delle Figure Simbolo della Questione Razziale Afro-Americana. Con Gente come loro, “Il Cammino della Libertà”, è Iniziato, ma la Strada da percorrere può dirsi ancora molto Lunga!
Antonio Aroldo
domenica 29 novembre 2020
“Un Temporale Infernale per Essere Liberi”
La Divisione di Pickett era un Corpo d’Élite dell’Esercito Sudista, arrivata per giunta, in ritardo alla Battaglia di Gettysburg. Questo Gruppo di Soldati, tanto per chiarirci, era, interamente, formato da uomini della Virginia del Nord. I Virginiani erano, tanto per farla breve, erano la parte più Gloriosa dei Confederati. Il Piano del Generale Lee era molto semplice. Il suddetto Squadrone di Fanteria sarà al Centro dell’Armata Confederata in Campo e le altre Divisioni, già sfibrate, già stanche saranno messe ai Lati. Le Operazioni inizieranno il 3 luglio 1863. Quella mattina, lo scontro ha inizio, per riuscire a prendere la Cima della Collina del Cimitero. L’Artiglieria Sudista, prima però, dovrà cannoneggiare le Postazioni Nemiche. Il Mondo Confederato, però, non aveva, per così dire, una “Grande Base Industriale”. I Sudisti, cioè, non potevano avere delle armi potenti come quelle del Nord. I Confederati bombardarono la controparte unionista per delle ore, ma senza infliggere sostanziali perdite. Gli unionisti, per esser chiari, avevano ancora la Chiara Possibilità di Vincere e l’hanno sfruttata fino alla fine. L’attacco sudista, in quella determinata giornata, andò avanti sotto una Pioggia di Fuoco. Molti Generali Confederati, com’è ovvio che fosse, caddero in quelle ore come mosche. I nostri protagonisti, però, usarono tutto il loro Coraggio per andare avanti in maniera disperata. Alcune Giacche Grigie, infatti, riuscirono a sfondare e a prendere qualche Cannone. I Nordisti, purtroppo per fortuna, erano troppi. I Sogni di Lincoln, insomma, avevano preso la strada giusta per realizzarsi. Tantissimi ribelli del Mondo Schiavista Americano, allora, furono catturati. Questo costrinse il resto dei Militi del Sud a tornare indietro e a far fermare quella Dannata Carica. Una Leggenda racconta che, Lee al termine dello Scontro, cavalcò fra i suoi Militari dicendo: “Ragazzi, è Colpa Mia”. I due Eserciti, per tutto il 4 di luglio, rimasero fermi sulle loro rispettive posizioni: nessuno aveva il Coraggio, la Forza d’Attaccare. La Pioggia, poi, fece la Sua Parte e spinse gli uomini della Confederazione a ritirarsi. L’Opinione Pubblica Nordista criticò i propri uomini per non aver inseguito il Nemico, ma avevano avuto tantissimi Morti: circa 8000. Lincoln, qualche mese dopo, andò a Gettysburg per Celebrare la Vittoria e fece uno dei suoi Discorsi più famosi e in cui disse queste esatte parole: “Noi qui prendiamo la Sacra Decisione che questi Uomini non Saranno Morti in Vano, che questa Nazione sotto Dio, rinascerà nella Libertà e che il Governo del Popolo fatto dal Popolo per il Popolo, non Scomparirà da questa Terra!”.
Antonio Aroldo
venerdì 27 novembre 2020
“Una Missiva di Vittoria per la Famiglia”
La Città di Boulogne-sur-Mer, è un Paesino del Nord della Francia vicino al Passo di Calais. Una zona, quella, che, come vi ho già molte volte, ha sempre fatto gola all’Inghilterra. L’unico che, forse, c’era quasi riuscito a conquistarla, fu un Enrico VIII appena quarantenne che, per riuscire a farlo, dovette scavare un Tunnel sotto le Mura. La cosa fu organizzata per aiutare i protestanti francesi che volevano arrivare fino a Parigi. I loro Piani, però, dovettero cambiare, perché il Re Inglese- forse per il ritorno del Dolore alle Gambe, volle tornare dalla sua ultima moglie Catherine Parr. La notizia della sua vittoria fu data, proprio, dalla suddetta che, appena ricevette la Lettera del marito, prese in braccio Eduardo e lo fece arrivare fino in cielo e poi disse: “Vostro Padre ha sconfitto i Francesi con la Potenza della Folgore Divina”. Elisabetta appena lo seppe fece un Semplice Sorriso, il fratello fece un Commento da Bambino e Maria si limitò a una Smorfia Strafottente, ma Triste per i Cattolici.
Antonio Aroldo
giovedì 26 novembre 2020
“Un Martire Girovaghe del Libero Pensiero”
Uno delle prime accuse che furono fatte a Giordano Bruno era quella di Disprezzare il Culto dei Santi e di essere Filo-Luterano. Egli, in altre parole, metteva, poneva, nei primi anni giovanili, la Figura di Gesù al centro dei suoi Studi. Gli altri Culti, per dirla in breve, non erano importanti per lui, li metteva in Secondo Piano. Il nostro protagonista, come forse vi ho già detto- nel suo primo viaggio, si spostò da Napoli a Roma. La Città dei Papi, però, non lo accolse bene. Egli, infatti, ebbe i primi pesanti attriti con le Gerarchie Ecclesiastiche e dovette lasciare la Città Eterna per Venezia, dove come vi ho già accennato, c’era più Libertà. Il pensiero filosofico del Cittadino Nolano, però, ebbe, come vi ho già evidenziato, problemi anche lì a svilupparsi per una Denuncia fatta da un giovane che lui credeva essere suo amico. Una cosa, questa, che gli fece avere dei Forti Dubbi sulla Chiesa che lo portarono a “Spogliarsi” dell’Abito Talare e a rifugiarsi in Svizzera. La Sua Filosofia, però, si dovette scontrare con l’Etica Protestante-Calvinista della Comunità che l’aveva accolto e al quale, lui stesso, si era unito. Il figlio della Campania, quindi, fu cacciato anche dal suddetto posto e dovette lasciare il Territorio Elvetico. Il suo pellegrinare, poi, lo fece arrivare a Tolosa in Francia. Questa permanenza, gli dette la possibilità d’approfondire gli studi sulla Memoria. Un tipo di studio, questo, che, nella Città di Parigi, gli fece pubblicare l’Opera “Le Ombre delle Idee”. Un testo, cioè, sulle Tecniche di Memorizzazione. Le conoscenze francesi, gli dettero la possibilità d’approdare nella Londra della nostra Elisabetta per delle Lezioni all’università di Oxford e dove, come ho già accennato, si parlava benissimo la Lingua Italiana nel 1583. I suoi testi più importanti, però, furono del biennio 1584-1585. Lo studioso, difatti, pubblicò 6 libri e che furono intitolati: “La Cena delle Ceneri”, “Della Causa Principio Et Uno” ed il terzo testo si chiama: “Dell’Infinito! Universo e Mondi”. Tutti gli altri 3 scritti si possono considerare Opere Minori. Questo Genio Italiano, tanto per chiarirci, espresse tutta la Sua Concezione della Realtà. L’Ecclettico nato a Nola, cioè, disse che tutte le cose dell’Universo Infinito e della Natura erano identificate con Dio. Questo Campione del Libero Pensiero, inoltre, credeva c’erano altri infiniti mondi separati dal nostro da una Materia Indefinita. Questi Scritti, proprio perché il nostro Volgare Italiano era riconosciuto a Livello Europeo, sono stati pubblicati in un Italiano Cinquecentesco Bellissimo. L’erudito della Provincia Napoletana fu anche a Praga alla Corte di Rodolfo II. Il soggiorno praghese, però, durò poco. Questo perché, un veneziano di nome Giovanni De-Mocenigo, lo invitò a casa sua per delle lezioni sulla Memoria. I loro molti, incontri, invece, servirono a costruire tutto un Castello d’Accuse che, lo portarono prima davanti all’Inquisizione Veneziana, e poi difronte a quella Romana che l’accusò d’Eresia e lo condannò, come abbiamo già posto in luce, a morire sul Rogo il 17 febbraio 1600 in Campo dei Fiori nella Capitale.
Antonio Aroldo
mercoledì 25 novembre 2020
“Una Madre a Tutti i Costi con la Corona in Testa”
Il Ministro della Real Casa Inglese, quando ascoltò la richiesta di Catherine Parr d’avere vicino a se gli Eredi d’Enrico VIII, rimase basito, incredulo, stupefatto e risentito. Un po’, perché non erano davvero Figli suoi; ella, infatti, aveva soltanto il ruolo di Matrigna, ed un po’, perché quasi tutti i membri della Corte, erano in realtà, Cattolici e tifavano per Maria. Il nostro protagonista, cioè, aveva paura che potesse traviarli con le sue idee, ma non aveva fatto bene i conti. La Reggente, tanto per dirla in poche parole, aveva passato i trent’anni, non ci sperava più di rimanere incinta ed aveva il Cuore traboccante d’Amore Materno da rivolgere, assolutamente, verso qualcuno. Questa Regale Sposa, inoltre, non s’aspettava proprio che il Re morisse prima di lei. Questo, in buona sostanza, il motivo per cui s’affezionò tanto ai Figliastri. Lo Sguardo del suddetto titolato, comunque sia, incontrò subito la Fulminante Occhiataccia della Moglie del Monarca, e disse: “Subito Mia Signora”.
Antonio Aroldo
martedì 24 novembre 2020
“Un Forte Amore per la Verità Scientifica fin quasi alla Morte”
Galileo Galilei era un uomo nato in un mondo in cui ogni giorno s’affermava l’Idea universalmente riconosciuta che fosse il Sole a girare intorno alla Terra e non il Contrario. Questa particolare concezione dell’Universo era stata enunciata dal Filosofo Greco Aristotele. L’uomo, in quanto tale, non poteva dissentire da quella visione della realtà, altrimenti, stato accusato di Blasfemia, d’Eresia. Il Vaticano considerava l’astronomia uno Strumento d’Indagine delle Opere di Dio. Essa, infatti, era una delle materie fondamentali nelle Università Ecclesiastiche, perché aiutava a trascendere la “Vita Terrena” per quella Spirituale, ossia un Mondo Bello ed Eterno. Un’altra Ragione per Studiare il Cielo era che esso fungeva sia da Orologio, che da Calendario. L’Alba e il Tramonto, fra le mura dei conventi, scandivano il passaggio, lo scorrere del Tempo fra le preghiere del Mattino e quelle della Sera. Le Fasi Lunari scandivano i momenti della Quaresima. La Chiesa, tanto per farla breve, adoperava il Calendario per conferire un Significato Spirituale alle Teorie Geocentriche nate nel mondo antico e riprese nel Medioevo. Il nostro protagonista, per un brevissimo lasso di tempo, accarezzò il Pensiero di Diventare Sacerdote. Egli, poi però, passò a Medicina all’Università di Pisa, ma questa particolare istituzione, era controllata dall’Ordine dei Gesuiti che decideva anche quello che andava studiato sui Libri. Una cosa, questa, che, al primo attore della nostra storia, non piaceva affatto. Il giovane, allora, decise di passare a Padova per fare Matematica. Il Mondo Universitario Padovano, tanto per chiarirci, era nato nel 1200 grazie a un gruppo di Liberi studenti sotto la supervisione di Venezia. una situazione, tanto per esser chiari, che concedeva molta più libertà di altre realtà dell’epoca. L’analisi matematica della Realtà lo fece innamorare. Fra i differenti scritti che ci sono pervenuti c’è un eloquente elogio del Potere di tale Materia a illuminare il Mondo. L’Insigne Studioso, difatti, scrive: “Questo libro grandioso, l’Universo, potrebbe essere compreso solo se s’imparasse la Lingua e l’Alfabeto con cui è composto: vale a dire il Linguaggio della Matematica: i Triangoli, i Cerchi le Figure Geometriche; senza di esso è impossibile, umanamente impossibile comprenderne anche una sola Parola, senza di esso è come vagare in un Labirinto Oscuro”. La combinazione dello Studio Matematico con la Precisa Osservazione della Natura poteva costituire una Base Certa per Capire le Cose. Il Territorio Veneziano era raggiungibile da Padova tramite un una sorta di Traghetto. Il Pisano, tramite questo trasporto, passò all’ombra dei Palazzi della Serenissima, molte Vacanze ed ebbe una relazione amorosa con una ragazza di nome Marina Gamba, da cui nacque una Figlia Illegittima che si chiamava Virginia. Lo Scienziato, tanto per farla breve, “Mise al Mondo” molti figli, ma non andarono mai a vivere con lui. Egli, in poche parole, aveva la casa piena di Studenti e lavorava agl’orari più assordi, ossia non poteva permettersi dei Bambini per Casa. L’ambizione di sapere sempre più, lo rapiva. L’incontro con un bravo artigiano olandese, in tale contesto, sembrò una benedizione. Lo straniero, in poche parole, aveva inventato il primo rudimentale Telescopio. Questo determinato oggetto, almeno all’inizio, era poco più di un Giocattolo per far divertire la Gente, i Ragazzini alle Feste, alle Fiere di Paese. Il futuro padre della Scienza Moderna se ne procurò una copia che smontò e ingrandì con un sistema di Lenti Concave e Convesse per farne uno utensile per osservare e analizzare la Volta Celeste. La sua inventiva nel 1609, tanto per non tirarla troppo per le lunghe, lo portò a verificare l’esattezza della Teoria Eliocentrica dello Studioso Polacco Nicolò Copernico. Tali Scoperte, nel 1610, lo portarono a scrivere il “Sidereus Nuncius” con il quale enuncia le Scoperte fatte. Questo importantissimo Dottore, sempre nel suddetto anno, fu nominato Primario di Matematica e Filosofia. Tutto ciò lo spinse a esprimere pubblicamente la propria adesione agl’Insegnamenti Copernicani. Una cosa, questa, che lo fece essere denunciato al Santo Uffizio da un Frate Domenicano che, nel 1615, lo accusò di essere un Eretico. Il Cattedratico, però, non fu Condannato, ma la denuncia costituì un precedente. Nel 1625, pubblicò il “Saggiatore” con il quale voleva ottenere una maggiore apertura della Chiesa nei confronti del suo Pensiero. L’opera, proprio per tale motivo, è dedicata a Papa Urbano II. Tale scritto, per dirla in breve, s’occupava della Derivazione delle Comete che, Galileo, credeva essere, erroneamente, una Mera Emanazione del Sole. La cosa più importante, però, è il metodo d’analisi adoperato. Il famoso italiano, cioè, enunciò, le basi del “Metodo Scientifico”, Osservazione ed Esperimento che è l’unica Maniera per cercare la Verità. La massima opera di tale Autore, comunque sia, rimane da Sempre, il “Dialogo sopra ai Due Massimi Sistemi Tolemaico e Copernicano” del 1632, per il quale fu Condannato e Costretto ad Abiurare. Un’opera, questa in cui il Personaggio del Pontefice è preso in giro e Denigrato. Lo scritto, infine, fu pubblicato in segreto lontano dall’Italia.
Antonio Aroldo
lunedì 23 novembre 2020
“Un Forte Amore per il Sapere”
Federico Cesi (Roma, 26 febbraio 1585 – Acquasparta, 1º agosto 1630), fu uno Scienziato e Naturalista Italiano appartenente a una Nobile Famiglia Romana che, assieme ad alcuni amici (Matematico Francesco Stelluti, con il Medico e Naturalista olandese Johannes van-Heeck, con l’Erudito Anastasio De-Filiis), fondò il 17 agosto 1603, la Famosa Accademia dei Lincei. Un luogo, questo, di Studio e di Confronto sulle Differenti Materie Scientifiche di quel determinato periodo. Lo Scienziato Galileo Galilei (Pisa, 15 febbraio 1564 – Arcetri, 8 gennaio 1642), quando andò a Roma, fu ospite lì e fu molto apprezzato dal Padrone di Casa. L’uomo di Scienza Pisano, difatti, mostrò, ai suoi Illustri Colleghi Capitolini, il Suo “Cannocchiale” che, per l’occasione, fu ribattezzato “Telescopio”. Gli studiosi della suddetta cerchia capitolina, inoltre, ebbero modo d’applaudire alla Ripetizione dell’Esperimento della “Caduta dei Gravi”. Lo spazio messo a disposizione dal Duca Acquaspartano, in altre parole, era molto grande. La Sede di quel particolare gruppo d’analisti, altri non era che il Palazzo Ducale. Un Edificio molto bello che era stato ricostruito e ampliato, proprio, per permettere la Nascita dell’Accademia. Un’Istituzione, questa, che prese come Simbolo una Lince, perché all’epoca, si credeva che fosse l’animale che vedeva più lontano di tutti. I suoi primi membri, tanto per chiarirci, si radunavano intorno a quel “Totem” così peloso e che sembrava osservare chiunque entrasse nella stanza. I genitori del nostro protagonista, per farla breve, erano spaventati da quell’oggetto impagliato e dalle sue strane riunioni a cui partecipava anche uno che si dilettava con la “Magia”. I due, allora, imposero al figlio di smetterla con quelle cavolate, di Sposarsi e pensare agl’affari del loro Casato, altrimenti gli tagliavano i viveri. I due, per non tirarla troppo per le lunghe, insistettero così tanto da far recedere il Giovane che, per vedere realizzati i propri sogni, dovette aspettare la loro morte. Stiamo parlando, cioè, di un posto in cui si poteva vedere, trovare uno dei primissimi Microscopi: come dire dall’infinitamente Grande con il Telescopio all’Immensamente piccolo col Microscopio che fu adoperato per analizzare gli insetti. Oggi, il Mondo Accademico Linceo, è una Meravigliosa Fucina d’Artisti e di Analisti riconosciuta sul Piano Internazionale.
Antonio Aroldo
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