Cerca nel blog
Pagine
i Governi Nazionali Devono controllare il Web?
Etichette
- 2 (2)
- 3 morti (1)
- Acqua (1)
- Amedeo Guillet (1)
- Blog di Beppe Grillo (4)
- Bud (1)
- Calvi (2)
- Casalesi (2)
- Chiediamo tutti insieme un'assemblea costituente internazionale per il Web (1)
- Chiediamo tutti insieme un'assemblea costituente internazionale per il Webb (1)
- Coca (1)
- comune (1)
- Corradi (2)
- Cozzolino (1)
- Disabilità (1)
- Gelati (1)
- Ghioni (1)
- Il Potere Politico fa Schifo (1)
- Isola (1)
- la più grossa cavolata della loro vita (1)
- La Repubblica (1)
- La Storia è maestra di Vita (1)
- Leggete e ditemi cosa ne pensate (1)
- Leggete e ditemi cosa ne pensate. (1)
- Libertà nella Verità (1)
- Luigi (1)
- Oak Island (1)
- Ombre (1)
- Passione (1)
- pisciotta (1)
- Potere (1)
- Raimondo Vianello (1)
- Rasputin (1)
- Rifatevi gl'occhi (1)
- Rivoluzione (1)
- Sedia a Rotelle (1)
- Templari 16 (1)
- Templari 17 (1)
- tg3 22 gennaio (1)
- TROPPO FORTE W IL WEB (1)
- Vacanza (1)
- Vacanza 3 (1)
- vacanza2 (1)
- Vacanze (1)
- Why (1)
giovedì 28 gennaio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
Hillary Clinton W. il Web
Venerdi 22 Gennaio 2010
"La democrazia
passa per il web"
Internet come luogo per eccellenza della libertà d'espressione, dove la censura non può essere tollerata. Questo il messaggio chiaro che ha lanciato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton.
Internet come luogo per eccellenza della libertà d'espressione, dove la censura non può essere tollerata. Questo il messaggio chiaro che ha lanciato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in un intervento dal Newseum di Washington, (museo della comunicazione e della stampa) e trasmesso in diretta on-line in tutto il mondo.
"Non vediamo la libertà di Internet solo come una questione di libertà di informazione, ma di quale tipo di mondo vogliamo. Vogliamo vivere in una società dove c'è un solo Internet, o vogliamo vivere in un mondo dove l'informazione e la conoscenza a cui si ha accesso dipendono dal Paese in cui vivi?".
Un discorso ad ampio spettro sulle potenzialità della rete, quello di Hillary Clinton, che però non deve diventare strumento in mano a terroristi, criminali o pedofili. Internet può essere il mezzo per portare molti paesi alla libertà. In molte nazioni infatti i blog, le e-mail, gli sms hanno aperto la strada alla nuova informazione libera.
NO CENSURA, SI SICUREZZA. "Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. Per diffondere verità e giustizia - ha affermato la Clinton-. Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e reclutare terroristi. E' utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli. Dobbiamo aumentare la sicurezza, coordinare gli sforzi contro gli hacker in grado di minacciare la nostra economia, le banche online, l'e-commerce. Dobbiamo assicurare la sicurezza dei nostri network. E i paesi o gli individui che organizzeranno cyberattacchi dovranno affrontarne le conseguenze e la condanna internazionale"
APPELLO ALLA CINA. Il segretario di Stato Usa ha rivolto un appello alle autorità cinesi di avviare una inchiesta, "minuziosa" e trasparente" sui recenti casi di pirateria informatica avvenuti nel paese. La Clinton ha chiesto inoltre alle aziende americane di rifiutare la censura su Internet, criticando di fatto l'atteggiamento che Google ha tenuto in passato in Cina, prima di subire un recente attacco informatico, censurando i risultati sul suo motore di ricerca. "Spero che il rifiuto di appoggiare la censura politica diventerà una caratteristica delle imprese americane nel settore delle tecnologie - ha detto il Segretario di Stato - vorrei che diventasse una sorta di marchio nazionale". Sull'inchiesta che la Cina dovrebbe a suo avviso svolgere, la Clinton ha detto che "ci aspettiamo dalle autorità cinesi che organizzino una inchiesta minuziosa sulle intrusioni informatiche", aggiungendo che "vogliamo inoltre che questa inchiesta e i suoi risultati siano trasparenti".
Il 12 gennaio, Google aveva minacciato di ritirarsi dalla Cina dopo avere scoperto di essere stata vittima di un attacco informatico proveniente dal paese stesso.
L'ex first lady ha inoltre ricordato l'importanza di Internet e delle nuove comunicazioni, come i messaggi telefonici, anche nella vicenda di Haiti, sia per i salvataggi che per gli aiuti e le donazioni mandate tramite la rete.
Hillary Clinton auspica la massima libertà di accesso a Internet.
LA RISPOSTA DEL GOVERNO CINESE. La Cina reagisce con durezza alle critiche rivoltele ieri dal segretario di Stato americano Hillary Clinton, che l'ha accusata di limitare il libero accesso ad Internet. In una nota pubblicata sul suo sito web, il ministero degli Esteri afferma che le accuse degli Usa "negano la realtà e danneggiano le relazioni tra i due Paesi."
"Internet in Cina è aperta e la Cina è il Paese più attivo nello sviluppo di Internet" prosegue la nota, che poi sottolinea che "alla fine dell' anno scorso i frequentatori abitualidella Rete hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di website e 180 milioni di blog".
Sull'idea della Clinton di creare un'unica rete mondiale: "La Cina ha la sua situazione nazionale e le sue tradizioni culturali e gestisce Internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali. La Costituzione cinese garantisce ai cittadini la libertà di opinione" aggiunge il ministero.
La nota si conclude esprimendo la "speranza" che gli Usa "rispettino gli impegni presi dai leader dei due Paesi" per uno sviluppo delle relazioni, "portandole in una nuova fase, rafforzando il dialogo, la comunicazione e la collaborazione" e "affrontando i disaccordi e le difficoltà in modo appropriato".
LA SITUAZIONE ITALIANA. Intanto in Italia il Governo si appresta a discutere, tra le polemiche, un nuovo decreto legislativo impostato dal viceministro alle Attività Produttive, Paolo Romani, per il mondo dei media che comprende televisione, internet, pubblicità e cinema indipendente. Il decreto, che sarà discusso il prossimo 27 gennaio, suscita già molte polemiche. La bagarre si è scatenata su quattro questioni fondamentali: la cancellazione delle norme a sostegno delle produzioni indipendenti di fiction e cinema, la limitazione degli affollamenti pubblicitari per il satellite e i canali a pagamento, l’esclusione del tetto del 20% stabilito dalla legge Gasparri dei canali pay e di quelli che ripetono programmi e, infine, il giro di vite sul web, derivante dall’inclusione di internet nella disciplina riguardante i siti che trasmettono non occasionalmente immagini.
Il decreto Romani porterebbe nel web delle regole tipiche di altri media, come per esempio la televisione, con non pochi rischi per realtà ben più articolate come per i siti di file sharing. Il decreto insomma dà ai provider su internet le stesse responsabilità delle emittenti televisive, con la differenza che la tv crea e trasmette contenuti, mentre il web si limita a mettere a disposizione le proprie piattaforme agli utenti.
Dal canto suo, il viceministro Paolo Romani si difende, assicurando che il decreto “non intende censurare il diritto di informazione in rete e tantomeno incidere sulla possibilità di manifestare le proprie idee e opinioni attraverso blog e social network”. Restano perplessi gli internauti e gli operatori del settore, che vedono la proposta come un giro di vite sul web.
Multimedia
http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/focus/articoli/ContentItem-9360ad6d-98d8-4ff3-bc86-3091d25ac36b.html
"La democrazia
passa per il web"
Internet come luogo per eccellenza della libertà d'espressione, dove la censura non può essere tollerata. Questo il messaggio chiaro che ha lanciato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton.
Internet come luogo per eccellenza della libertà d'espressione, dove la censura non può essere tollerata. Questo il messaggio chiaro che ha lanciato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, in un intervento dal Newseum di Washington, (museo della comunicazione e della stampa) e trasmesso in diretta on-line in tutto il mondo.
"Non vediamo la libertà di Internet solo come una questione di libertà di informazione, ma di quale tipo di mondo vogliamo. Vogliamo vivere in una società dove c'è un solo Internet, o vogliamo vivere in un mondo dove l'informazione e la conoscenza a cui si ha accesso dipendono dal Paese in cui vivi?".
Un discorso ad ampio spettro sulle potenzialità della rete, quello di Hillary Clinton, che però non deve diventare strumento in mano a terroristi, criminali o pedofili. Internet può essere il mezzo per portare molti paesi alla libertà. In molte nazioni infatti i blog, le e-mail, gli sms hanno aperto la strada alla nuova informazione libera.
NO CENSURA, SI SICUREZZA. "Ci sono barriere e muri virtuali che vanno abbattuti, oggi, come un tempo abbiamo abbattuto i muri della repressione, e il muro di Berlino. Blog, video, messaggi, social network, hanno un ruolo fondamentale. Per diffondere verità e giustizia - ha affermato la Clinton-. Ci sono pericoli, perché la Rete aperta è stata utilizzata anche da Al Qaeda per lanciare minacce contro il mondo e reclutare terroristi. E' utilizzata per pornografia e pedofilia, per rapimenti, mercati neri. Ma non serve la censura, come hanno fatto Cina, Tunisia, Arabia Saudita, Vietnam o Uzbekistan, per combattere chi usa Internet per scopi malvagi. Continueranno a esserci e dobbiamo esserne consapevoli. Dobbiamo aumentare la sicurezza, coordinare gli sforzi contro gli hacker in grado di minacciare la nostra economia, le banche online, l'e-commerce. Dobbiamo assicurare la sicurezza dei nostri network. E i paesi o gli individui che organizzeranno cyberattacchi dovranno affrontarne le conseguenze e la condanna internazionale"
APPELLO ALLA CINA. Il segretario di Stato Usa ha rivolto un appello alle autorità cinesi di avviare una inchiesta, "minuziosa" e trasparente" sui recenti casi di pirateria informatica avvenuti nel paese. La Clinton ha chiesto inoltre alle aziende americane di rifiutare la censura su Internet, criticando di fatto l'atteggiamento che Google ha tenuto in passato in Cina, prima di subire un recente attacco informatico, censurando i risultati sul suo motore di ricerca. "Spero che il rifiuto di appoggiare la censura politica diventerà una caratteristica delle imprese americane nel settore delle tecnologie - ha detto il Segretario di Stato - vorrei che diventasse una sorta di marchio nazionale". Sull'inchiesta che la Cina dovrebbe a suo avviso svolgere, la Clinton ha detto che "ci aspettiamo dalle autorità cinesi che organizzino una inchiesta minuziosa sulle intrusioni informatiche", aggiungendo che "vogliamo inoltre che questa inchiesta e i suoi risultati siano trasparenti".
Il 12 gennaio, Google aveva minacciato di ritirarsi dalla Cina dopo avere scoperto di essere stata vittima di un attacco informatico proveniente dal paese stesso.
L'ex first lady ha inoltre ricordato l'importanza di Internet e delle nuove comunicazioni, come i messaggi telefonici, anche nella vicenda di Haiti, sia per i salvataggi che per gli aiuti e le donazioni mandate tramite la rete.
Hillary Clinton auspica la massima libertà di accesso a Internet.
LA RISPOSTA DEL GOVERNO CINESE. La Cina reagisce con durezza alle critiche rivoltele ieri dal segretario di Stato americano Hillary Clinton, che l'ha accusata di limitare il libero accesso ad Internet. In una nota pubblicata sul suo sito web, il ministero degli Esteri afferma che le accuse degli Usa "negano la realtà e danneggiano le relazioni tra i due Paesi."
"Internet in Cina è aperta e la Cina è il Paese più attivo nello sviluppo di Internet" prosegue la nota, che poi sottolinea che "alla fine dell' anno scorso i frequentatori abitualidella Rete hanno raggiunto la cifra di 384 milioni e ci sono 3,68 milioni di website e 180 milioni di blog".
Sull'idea della Clinton di creare un'unica rete mondiale: "La Cina ha la sua situazione nazionale e le sue tradizioni culturali e gestisce Internet in accordo con le sue leggi e con le pratiche internazionali. La Costituzione cinese garantisce ai cittadini la libertà di opinione" aggiunge il ministero.
La nota si conclude esprimendo la "speranza" che gli Usa "rispettino gli impegni presi dai leader dei due Paesi" per uno sviluppo delle relazioni, "portandole in una nuova fase, rafforzando il dialogo, la comunicazione e la collaborazione" e "affrontando i disaccordi e le difficoltà in modo appropriato".
LA SITUAZIONE ITALIANA. Intanto in Italia il Governo si appresta a discutere, tra le polemiche, un nuovo decreto legislativo impostato dal viceministro alle Attività Produttive, Paolo Romani, per il mondo dei media che comprende televisione, internet, pubblicità e cinema indipendente. Il decreto, che sarà discusso il prossimo 27 gennaio, suscita già molte polemiche. La bagarre si è scatenata su quattro questioni fondamentali: la cancellazione delle norme a sostegno delle produzioni indipendenti di fiction e cinema, la limitazione degli affollamenti pubblicitari per il satellite e i canali a pagamento, l’esclusione del tetto del 20% stabilito dalla legge Gasparri dei canali pay e di quelli che ripetono programmi e, infine, il giro di vite sul web, derivante dall’inclusione di internet nella disciplina riguardante i siti che trasmettono non occasionalmente immagini.
Il decreto Romani porterebbe nel web delle regole tipiche di altri media, come per esempio la televisione, con non pochi rischi per realtà ben più articolate come per i siti di file sharing. Il decreto insomma dà ai provider su internet le stesse responsabilità delle emittenti televisive, con la differenza che la tv crea e trasmette contenuti, mentre il web si limita a mettere a disposizione le proprie piattaforme agli utenti.
Dal canto suo, il viceministro Paolo Romani si difende, assicurando che il decreto “non intende censurare il diritto di informazione in rete e tantomeno incidere sulla possibilità di manifestare le proprie idee e opinioni attraverso blog e social network”. Restano perplessi gli internauti e gli operatori del settore, che vedono la proposta come un giro di vite sul web.
Multimedia
http://www.tg3.rai.it/dl/tg3/focus/articoli/ContentItem-9360ad6d-98d8-4ff3-bc86-3091d25ac36b.html
mercoledì 20 gennaio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
W. il Web
Miei carissimi amici internauti!
Vi sto parlando col cuore in mano!
Forse avrete già letto qualche mio articolo apparso sul Web!?
Spero proprio di Si!
Mi rivolgo direttamente a voi per sottoporre alla vostra attenzione un’idea molto importante che vi ho già descritto, per sommi - capi, in alcuni articoli. Quella, in sostanza, dell’“Assemblea Costituente Internazionale per il Web”! Sarete tutti d’accordo nel dire che il Web, in quanto tale, deve considerarsi “Patrimonio dell’Intera Umanità”!? Se la risposta a questa domanda, come io spero, è affermativa, allora non possiamo permettere che un “Singolo Paese”, come l’Italia, legiferi su una materia così delicata! Il Web, questo è pur vero, è pieno di “Brutture Pedo-Pornografiche” o che incitano all’odio e alla violenza. Tutto ciò, però, deve necessariamente essere eliminato da “Esperti del Settore” e non da persone che, (non vorrei essere offensivo), dovrebbero stare, secondo il parere di molti, in un istituto gediatrico. Per questo motivo mi permetto di lanciare, attraverso il giornale on-line “Caffè News”, una sottoscrizione per concretizzare finalmente l’idea dell’assemblea costituente internazionale per il Web, l’unico organo in grado a mio parere di far leggi precisi e concrete per il mega-mondo che è il World Wide Web.
Vi prego non lasci temi solo in questa battaglia che riguarda tutto il nostro mondo che sicuramente molto più libero di una decina di anni fa.
W il Web!
Antonio Aroldo
venerdì 15 gennaio 2010
BARZELLETTA SU BERLUSCONI
Berlusconi: “Signor parroco, mi vorrei confessare.”
Parroco: “Certo figliolo, qual’è il tuo nome?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi, padre.”
Parroco: “Acc.. Il presidente del Consiglio!?”
Berlusconi: “Si, padre.”
Parroco: “Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. E’ meglio che ti rechi dal Vescovo.”
Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.
Vescovo: “Certo, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi”
Vescovo: “Il presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare: il tuo è un caso difficile. E’ meglio che tu vada in Vaticano.”
Così Berlusconi và dal Papa.
Berlusconi: “Sua Santità, voglio confessarmi.”
Papa: “Caro figlio mio, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi”
Papa: “Ahi! Ahi! Ahi! Figliolo! Il tuo caso è molto difficile per me. Guarda qui, sul lato del Vaticano c’è una cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare.”
Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce: “Signore, voglio confessarmi.”
Gesù: “Certo, figlio mio, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi.”
Gesù: “Ma chi? Il Presidente del Consiglio?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’ex amico di Craxi?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’amico dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti, particolare che si è dimenticato di riferire al Congresso americano?”
Berlusconi: “Ehm… si, Signore.”
Gesù: “Quello che ha abbassato dell’1% le tasse dirette e costretto comuni/province/regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con sentenza passata in giudicato?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull’entrata in vigore dell’Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha epurato dalla RAI i personaggi che non gradiva?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha fatto la Ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha cambiato 3 volte ministro del tesoro?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per il decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha depenalizzato il falso in bilancio ed ha introdotto la galera per chi masterizza i DVD ?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese?”
Berlusconi: “Ehm… sono sempre io, Signore.”
Gesù: “Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare.”
Berlusconi: “Ringraziare???? E chi, Signore?”
Gesù: “Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t’avrei fatto un cu*o COSI’!!!”
Parroco: “Certo figliolo, qual’è il tuo nome?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi, padre.”
Parroco: “Acc.. Il presidente del Consiglio!?”
Berlusconi: “Si, padre.”
Parroco: “Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. E’ meglio che ti rechi dal Vescovo.”
Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.
Vescovo: “Certo, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi”
Vescovo: “Il presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare: il tuo è un caso difficile. E’ meglio che tu vada in Vaticano.”
Così Berlusconi và dal Papa.
Berlusconi: “Sua Santità, voglio confessarmi.”
Papa: “Caro figlio mio, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi”
Papa: “Ahi! Ahi! Ahi! Figliolo! Il tuo caso è molto difficile per me. Guarda qui, sul lato del Vaticano c’è una cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare.”
Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce: “Signore, voglio confessarmi.”
Gesù: “Certo, figlio mio, come ti chiami?”
Berlusconi: “Silvio Berlusconi.”
Gesù: “Ma chi? Il Presidente del Consiglio?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’ex amico di Craxi?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “L’amico dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti, particolare che si è dimenticato di riferire al Congresso americano?”
Berlusconi: “Ehm… si, Signore.”
Gesù: “Quello che ha abbassato dell’1% le tasse dirette e costretto comuni/province/regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con sentenza passata in giudicato?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull’entrata in vigore dell’Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha epurato dalla RAI i personaggi che non gradiva?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha fatto la Ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha cambiato 3 volte ministro del tesoro?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per il decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha depenalizzato il falso in bilancio ed ha introdotto la galera per chi masterizza i DVD ?”
Berlusconi: “Si, signore.”
Gesù: “Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese?”
Berlusconi: “Ehm… sono sempre io, Signore.”
Gesù: “Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare.”
Berlusconi: “Ringraziare???? E chi, Signore?”
Gesù: “Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t’avrei fatto un cu*o COSI’!!!”
Iscriviti a:
Post (Atom)