[1]
“La Lupa dalle Zampe Sporche”
“Il
Puttanesimo Sotto la Croce”
La
Corruzione, nello Stato più piccolo del Mondo, raggiunse uno dei suoi picchi
più alti con l’arrivo di un Nucleo Famigliare che diventò molto famoso nella
Seconda Metà del quattrocento. Sto parlando cioè dei Borgia. Il suo Capostipite,
“Alessandro VI”, faceva cose indicibili per chi riveste il ruolo di Pontefice
Romano. Egli, infatti, ebbe la sfrontatezza di portarsi le Prostitute in Vaticano
e di mettere, secondo alcuni storici, incinta la sua stessa figlia, ossia la
Bellissima Lucrezia.
Antonio Aroldo
[1]
“Una Legge Idiota” 
Il
Governo Americano, il 16 gen. 1920- sotto la spinta di Ambienti Conservatori e
Ben pensanti, proibì, a tutti i Bar e alle Rivendite, di vendere e di produrre
Bevande Alcoliche dando in questo modo il Via a quel particolare periodo
storico che va sotto il nome di “Proibizionismo”. Esso, tanto per farla breve,
durò ben 13 anni in cui le persone, se volevano innaffiare il proprio
Gargarozzo con qualcosa di Forte, dovevano andare in Locali Clandestini gestiti
dalla “Malavita”. La Cosa, in ultima analisi, si concluse soltanto nel 1933,
quando cioè, le Autorità si resero conto che, proibire alla gente di farsi un “Goccetto”,
era Inutile e Dannoso.
Antonio Aroldo
“Pensieri Prima della Fine” 
George
Armstrong Custer, mentre cercava un buon punto per guadare il fiume, pensava,
forse, a Cavallo Pazzo che secondo le Cronache dell’epoca, aveva già ucciso più
di 100 Soldati Americani, o forse si era
messo a ragionare su cosa stesse facendo Benedick. Il nostro protagonista,
infatti, l’aveva mandato ad esplorare la parte est di quella zona e lui non era
ancora tornato con i suoi uomini. Qualche Storico, recentemente, ha ipotizzato
che, il suddetto Graduato, avesse deciso d’effettuare una sorta di “Tradimento”
anche per dare una “Lezione” al suo Diretto Superiore. La sua Boriosità, in
altre parole, era diventata per lui insopportabile.
Antonio Aroldo
“La Grande Fiamma della Libertà che
arde nei Cuori dei Giusti”
Adam-Abraham
Lincoln, nel 1862, promulgò la “Carta d’Emancipazione dell’Uomo”. Egli, forse nel fare ciò, era animato dallo
stesso spirito con cui, l’ex Presidente degli Stati
Uniti John Quincy Adams, difese i Diritti dei 53 prigionieri africani della
Goletta Spagnola Amistad nel 1841. Una Forza, questa, Trascinante, Pervasiva
che, almeno secondo il mio modesto parere, lo animava quando difese il Generale
Grant da chi lo attaccava politicamente, mandandogli delle Casse di Buon Whisky.
Egli, infatti, si fece dire che Marca di Liquore preferisse.
Antonio Aroldo
https://www.gilderlehrman.org/content/john-quincy-adams-and-amistad-case-1841
“La Fiammella Siciliana della Libertà” 
Il
12 gen. 1848, la Città di Palermo si ribella al Regno Borbonico chiedendo più
autonomia per tutto il Territorio Siciliano e dando il Via alla Famosa Stagione
Rivoluzionaria che avrà Eventi in tutta Europa e che in Italia porterà alla
Prima Guerra d’Indipendenza, nonché alla Repubblica Romana con Giuseppe Garibaldi
assieme al Movimento Politico Repubblicano di Giuseppe Mazzini.
Antonio Aroldo
“Il Sacro Paramento Funebre”
Il
Volto di Yeoshua Ben-Joseph, secondo una Leggenda molto accreditata dalla
Chiesa Cattolica Romana, fu impresso su un fazzoletto che una donna, durante la
sesta stazione del Grande Calvario, diede al suo protagonista per fargli asciugare
il Sangue dal Viso. Questa persona, così viene raccontato, si chiamava “Veronica”.
Questo pezzo di Stoffa, tanto per farla breve, era fatto da un tessuto molto
sottile e trasparente e che gli esperti moderni chiamano “Bisso”. Un materiale,
questo, che si ottiene lavorando con un certo tipo di Mollusco di Mare e molto
in voga nella Gerusalemme antica. Questa storia, però, è, dicono gli studiosi-
almeno in parte, Falsa. Gli analisti, infatti, hanno appurato che, quel
particolare lembo, faceva parte dei Paramenti Funebri del Corpo di Yeoshua. Questa
particolare Reliquia, oggi, si troverebbe a Manoppello in una Chiesa abruzzese
da più di 4 secoli e non in Vaticano che continua ad alimentare il suddetto
Mito.
Antonio Aroldo
“Il Giallo dello Stendardo”
Il
Grande Romano Caio Giulio Cesare passò il Rubicone, entrando nel territorio
della Città di Roma, nella notta tra il 10 e l’11 gennaio del 49 (a. C.). egli,
però, per entrare in città, dovette affrontare l’esercito di Pompeo che credeva
che, l’esercito del nostro protagonista fosse diventato debole, perché girava
la voce che i suoi uomini avessero perso le loro Insegne Militari, ossia le
cosiddette “Aquile”. Questo è stato uno dei motivi per cui, Pompeo, riuscì a
farsi dare l’incarico dal Senato Romano.
Antonio Aroldo