lunedì 18 gennaio 2010

W. il Web



Miei carissimi amici internauti!

Vi sto parlando col cuore in mano!

Forse avrete già letto qualche mio articolo apparso sul Web!?

Spero proprio di Si!

Mi rivolgo direttamente a voi per sottoporre alla vostra attenzione un’idea molto importante che vi ho già descritto, per sommi - capi, in alcuni articoli. Quella, in sostanza, dell’“Assemblea Costituente Internazionale per il Web”! Sarete tutti d’accordo nel dire che il Web, in quanto tale, deve considerarsi “Patrimonio dell’Intera Umanità”!? Se la risposta a questa domanda, come io spero, è affermativa, allora non possiamo permettere che un “Singolo Paese”, come l’Italia, legiferi su una materia così delicata! Il Web, questo è pur vero, è pieno di “Brutture Pedo-Pornografiche” o che incitano all’odio e alla violenza. Tutto ciò, però, deve necessariamente essere eliminato da “Esperti del Settore” e non da persone che, (non vorrei essere offensivo), dovrebbero stare, secondo il parere di molti, in un istituto gediatrico. Per questo motivo mi permetto di lanciare, attraverso il giornale on-line “Caffè News”, una sottoscrizione per concretizzare finalmente l’idea dell’assemblea costituente internazionale per il Web, l’unico organo in grado a mio parere di far leggi precisi e concrete per il mega-mondo che è il World Wide Web.

Vi prego non lasci temi solo in questa battaglia che riguarda tutto il nostro mondo che sicuramente molto più libero di una decina di anni fa.

W il Web!

Antonio Aroldo



Google e la Cina, tra presente e futuro del Web

Google e la Cina, tra presente e futuro del Web

venerdì 15 gennaio 2010

BARZELLETTA SU BERLUSCONI

Berlusconi: “Signor parroco, mi vorrei confessare.”


Parroco: “Certo figliolo, qual’è il tuo nome?”

Berlusconi: “Silvio Berlusconi, padre.”

Parroco: “Acc.. Il presidente del Consiglio!?”

Berlusconi: “Si, padre.”

Parroco: “Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. E’ meglio che ti rechi dal Vescovo.”

Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.

Vescovo: “Certo, come ti chiami?”

Berlusconi: “Silvio Berlusconi”

Vescovo: “Il presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare: il tuo è un caso difficile. E’ meglio che tu vada in Vaticano.”

Così Berlusconi và dal Papa.

Berlusconi: “Sua Santità, voglio confessarmi.”

Papa: “Caro figlio mio, come ti chiami?”

Berlusconi: “Silvio Berlusconi”

Papa: “Ahi! Ahi! Ahi! Figliolo! Il tuo caso è molto difficile per me. Guarda qui, sul lato del Vaticano c’è una cappella. Al suo interno troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare.”

Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce: “Signore, voglio confessarmi.”

Gesù: “Certo, figlio mio, come ti chiami?”

Berlusconi: “Silvio Berlusconi.”

Gesù: “Ma chi? Il Presidente del Consiglio?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “L’ex amico di Craxi?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “L’inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle isole Cayman e da Montecarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “L’amico dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti, particolare che si è dimenticato di riferire al Congresso americano?”

Berlusconi: “Ehm… si, Signore.”

Gesù: “Quello che ha abbassato dell’1% le tasse dirette e costretto comuni/province/regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con sentenza passata in giudicato?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più i cittadini?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull’entrata in vigore dell’Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha epurato dalla RAI i personaggi che non gradiva?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha fatto la Ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha cambiato 3 volte ministro del tesoro?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per il decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una società che li produceva?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha depenalizzato il falso in bilancio ed ha introdotto la galera per chi masterizza i DVD ?”

Berlusconi: “Si, signore.”

Gesù: “Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese?”

Berlusconi: “Ehm… sono sempre io, Signore.”

Gesù: “Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare.”

Berlusconi: “Ringraziare???? E chi, Signore?”

Gesù: “Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t’avrei fatto un cu*o COSI’!!!”

giovedì 14 gennaio 2010

un bellissimo auto-goal cinese

“13 Gen. 10:Un Bellissimo Auto-Goal Cinese con Rovesciata Aerea (La più Grossa Cavolata compiuta da Loro)”!


“Ragazzi”!! Una “Notizia Stupenda”: l’“Azienda Proprietaria” di “Google”, il 13 gen. 10, si è fortemente scontrata con il “Governo Cinese”. Le “Autorità Pechinesi”, infatti, dopo aver imposto, all’amministrazione del più potente “Motore di Ricerca” esistente al mondo, regolamenti per la “Censura”, i filtri e quant’altro per impedire una qualsiasi forma di circolazione d’“Idee Sgradite” al regime che vige in quella parte del mondo. Google, infatti, finora, ha sempre cercato di far rispettare in pieno le disposizioni di Pechino; dicendo, a chi protestava, che questo era il volere del governo. L’“Opinione Governativa Cinese”, infatti, anche se a malincuore, ha sempre pesato moltissimo per l’amministrazione di google che ha sempre avuto il timore di perdere un mercato, così florido di “Utenti”, com’è quello cinese. I “Tecnici Informatici di Google”, alcuni giorni prima del 13 gen. 10, però, scoprono un fatto gravissimo. “Hackers”, molto probabilmente pagati dal governo cinese, sono stati beccati mentre stavano provando a crackare i “Fire-Wall” della “Posta Elettronica” di alcuni “Dissidenti Politici” dell’“Ex Impero Celeste”. La vicenda è diventata immediatamente un “Caso Diplomatico Internazionale” del quale se ne sta occupando anche Hillary Clinton. I “Proprietari di Google”, infatti, dal canto loro, per questa “Sostanziale Violazione” del patto con le autorità cinesi, hanno deciso di eliminare tutti i filtri e le censure previste da Pechino per i suoi utenti. Google, infatti, in questo momento, sta rischiando di essere escluso dal “Mercato Cinese”. La medesima Cosa potrebbe accadere anche in Italia, se dovesse essere approvata la “Proposta di Legge Carlucci”. Io capisco benissimo quale potrebbe essere il “Nobilissimo Intento” della “Bella Relatrice” di questo “Strano Provvedimento Legislativo”: liberare la rete da tutte le “Immondizie Pedo-Pornografiche” o che incitano all’“Odio” e alla “Violenza”. Tutto ciò, però, non si ottiene con il “Semplice Varo” di un’“Unica Legge” da parte di un “Singolo Paese”, che rischia solamente, di far pagare a tutti gli errori di pochi. L’unica cosa intelligente da fare in questo caso, infatti, è, secondo il mio modesto parere, convocare un’“Assemblea Costituente Internazionale” per poter dare, al mondo del cyber spazio, “Leggi Precise” basate su valori condivisi da tutti che incoraggino, la “Piazza Virtuale”, ad’ampliarsi sempre di più, consapevole del fatto, di essere rimasta, l’unico luogo al mondo, in cui l’uomo può ancora esprimere liberamente la “Sua Opinione”. Questa particolare legge, infine, sempre se fosse approvata cosi com’è stata presentata, danneggerebbe, in particolar modo, la “Categoria delle Persone Disabili”. Il web, infatti, cosi com’è strutturato ora, dà a molti di noi, la possibilità di esprimersi liberamente.



Antonio Aroldo

giovedì 7 gennaio 2010

Segreti D'Italia

IL RACCONTO/Viviamo in un Paese che da anni è sotto la morsa di consorterie occulti


Nel 1983 la Banda della Magliana si era spaccata tra due "anime"...

Emanuela Orlandi, mistero italiano

tra Vaticano, ricatti e De Pedis

di GIANCARLO DE CATALDO





LA (probabile) identificazione del (presunto) rapitore di Emanuela Orlandi, (forse) legato al boss Renatino De Pedis, personaggio di spicco dell'ormai mitizzata "Banda della Magliana". Le rivelazioni del pentito Spatuzza e la ricostruzione dei (possibili) retroscena delle stragi, ufficialmente mafiose, del '92/'93. Il rinvenimento del corpo carbonizzato di Brenda. Ci sono giorni in cui una persona normale apre il giornale e ha tutto il diritto di chiedersi: ma in che razza di Paese viviamo?



Per uno scrittore di romanzi criminali, la risposta è fin troppo facile: viviamo in un Paese che da anni è sotto il ricatto di consorterie occulte che interferiscono pesantemente con l'ordinato procedere della democrazia. Viviamo in un Paese percorso e agitato dalle scorribande di tessitori di trame che non si riescono mai ad afferrare nella loro astuta, ma talora persino trasparente, complessità. Viviamo in un Paese nel quale, in coincidenza con momenti topici di crisi economica, politica, sociale, la violenza, sia essa terroristica, mafiosa ovvero appaltata alla criminalità di strada, irrompe prepotente sulla scena. Per lanciare messaggi che soltanto "chi di dovere" è in caso di interpretare, per depistare, per condizionare, per seminare la paura o per distogliere l'attenzione generale da altre, più pressanti emergenze. Quasi che fossimo alle prese con una ormai endemica, eterna strategia della tensione.



Una strategia che si alimenta dei delitti di oggi e della bava vischiosa e torbida degli antichi misteri irrisolti. Irrisolti grazie al silenzio dei protagonisti, alla protezione di altolocati complici, alla menzogna e alla reticenza sistematicamente opposte a quei poliziotti, carabinieri e magistrati tenacemente impegnati a ricostruire, tessera dopo tessera, il mosaico. Irrisolti, infine, grazie al piombo e al tritolo con il quale "i buoni" sono stati fermati quando la loro opera si faceva troppo pericolosa.



Viviamo, in altri termini, in un Paese che ha scritto, negli anni, una sanguinosa epopea criminale. Dove, certo, non tutto è crimine, ma il crimine è una delle variabili costanti della Storia stessa. La recente storia criminale italiana ha caratteristiche così peculiari che se ne potrebbe persino tracciare una sorta di legge regolatrice, una ipotetica, amara "costituzione dei misteri". Dietro ogni crimine si può rinvenire una singolare, ferra eterogenesi dei fini. Ogni singolo crimine rimanda a un altro crimine, legato al primo da uno o più fini comuni. Il crimine si fa catena criminale.





La parola "mistero" consegna il tutto alla categoria dell'incognito. Non fa eccezione la vicenda umana e personale di Emanuela Orlandi, scomparsa da casa una sera d'estate di ventisei anni fa. Una storia che si intreccia indissolubilmente, da ventisei anni, con l'omicidio (ormai possiamo pacificamente definirlo per quello che fu: un omicidio) del banchiere Calvi, sconfinando in un intrigo internazionale che coinvolge servizi segreti stranieri e nostrani, il taciturno, riservatissimo mondo Vaticano, e, da qualche tempo, anche la Banda della Magliana.



Dall'inchiesta in corso ci si attende la risposta a domande anch'esse vecchie di ventisei anni. Nel corso del tempo si sono avanzate, su questa vicenda tanto oscura quanto straziante, svariate teorie. In estrema sintesi, tre gli scenari principali che vengono prospettati. Emanuela rapita per ricattare il Vaticano. Emanuela vittima, magari accidentale, di qualcuno interno al mondo Vaticano o comunque ad esso collegato. Emanuela scomparsa e vittima di qualcuno che non aveva niente a che vedere con il Vaticano. In queste due ultime ipotesi, un'azione criminale sarebbe stata utilizzata in un secondo momento per colpire il Vaticano: a sostegno di questa teoria, le dichiarazioni di alcune ex-spie dell'Est, che negano qualunque coinvolgimento reale nel caso e rivendicano di essersi abilmente inserite nel "gioco" con un sofisticato depistaggio.



E c'è chi sostiene (Pino Nicotri, in un suo documentatissimo saggio sulla vicenda) che furono "fonti aperte" a trasformare la scomparsa in rapimento, imprimendo una svolta decisiva, ma sciagurata, all'intera storia. Lo stesso ruolo della Banda della Magliana, adombrato da una dichiarazione televisiva dell'ex-boss e collaboratore di giustizia, Antonio Mancini, e poi ripreso dalle dichiarazioni, meno recenti e più attuali, della Minardi, non sfugge a questa alternativa: responsabilità diretta della Magliana nel fatto, o subentro, in una seconda fase, per aiutare qualcuno e danneggiare qualcun altro?



Ma altre questioni pone l'evocazione della Magliana. Delle imprecisioni nelle quali sarebbe incorsa, un anno fa, l'ultima testimone si è scritto e detto ampiamente. E infatti, sulla stampa, nei giorni scorsi, abbiamo letto di "rettifiche". In lunghissimi anni di storia processuale, poi, nel corso della quale si sono raccolte dichiarazioni sui più svariati delitti del tempo (dal caso Moro all'omicidio del giornalista Pecorelli, dalla morte di Calvi ai legami con neofascismo, logge massoniche e servizi deviati) mai si era accennato alla scomparsa di Emanuela Orlandi. O i non pochi "pentiti" del tempo di questa storia non ne sapevano niente, o sono stati accortissimi a parlare di tutto, meno che di Emanuela Orlandi.



Se fosse vera la prima ipotesi, se ne dovrebbe concludere che è improprio parlare, oggi, di un coinvolgimento della Banda della Magliana. A quanto pare, tutte le voci si riferiscono a un intervento personale di De Pedis. Come accertato dai processi, nel 1983 già la Banda si era spaccata fra le due "anime", quella più popolare, di strada, della Magliana vera e propria, e quella, più abile, spregiudicata e ben ammanicata, dei "Testaccini" di De Pedis. Fra capi e gregari era iniziato il regolamento dei conti, che sarebbe culminato, nel febbraio del '90, con l'uccisione dello stesso De Pedis.



La diffidenza regnava sovrana. Alcuni segmenti operativi dell'organizzazione agivano per proprio conto, spesso e volentieri all'insaputa gli uni degli altri. Ad esempio, l'uccisione di Danilo Abbruciati nel corso dell'attentato al vicedirettore dell'Ambrosiano, Rosone (Milano, aprile 1982) è un'azione che implica il coinvolgimento di un malavitoso di alto spessore, sicuramente legato alla Banda, in un delitto molto più complesso di una rapina o di un traffico di droga, sia pure su vasta scala. Sta di fatto che "quelli della Magliana" apprendono la notizia dal Telegiornale, e restano non poco sorpresi.



Possibile che sia andata così anche per Emanuela Orlandi? L'Italia, lo ripetiamo, ci ha abituato a tutto. Sappiamo che la Magliana, nelle sue varie anime, fu una holding criminale dai contorni tuttora inesplorati: ma sarebbe pericoloso, e fuorviante, farne un "brand" multiuso, una sorta di contenitore utile per l'attribuzione della paternità di delitti "scomodi". Sta di fatto che, con buona pace di revisionisti e normalizzatori, e dell'imperante narcosi da avanspettacolo, i misteri italiani continuano a ossessionarci con le loro domande irrisolte. E il grumo nero che opprime la nostra democrazia è ancora vivo, vegeto e operante. Si tratta di capire, oggi, chi lo rappresenta, come agisce, e per quali scopi. Non è facile, ma nemmeno impossibile.

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/caso-orlandi/decataldo/decataldo.html

Paura

Chi non ha paura di morire muore una volta sola. Chi invece ha paura di vivere è morto in partenza. E allora perché avere paura? Cos'è la paura? Un intenso turbamento? Preoccupazione per il futuro?Inquietudine per un pericolo? Timore che i dossier Telecom/Sismi sullo spionaggio riguardino politici eccellenti dell'opposizione? Terrore che l'agenda rossa di Borsellino emerga dal passato e inchiodi i padri della seconda repubblica? La paura è un investimento. Nulla rende più della paura. E' il miglior titolo di Borsa.


La paura è un paradosso. I mafiosi dovrebbero avere paura dello Stato, ma sono i giudici a essere sotto scorta. I politici predicano sicurezza per i cittadini, ma sono loro a girare con le guardie del corpo. In Italia abbiamo novanta testate nucleari americane a Ghedi Torre e ad Aviano, ma nessuno si preoccupa. La paura è un business elettorale, chi impaurisce la popolazione e diventa difensore della massa degli impauriti vince le elezioni. "Sono il lupo cattivo" diceva Jack Nicholson con un'ascia in mano in "Shining". In una classifica nazionale dei fobici, i politici italiani sono, senza alcuna discussione, al primo posto. Chi ha più paura di loro? Chi ha veramente paura della mafia, della camorra, della 'ndrangheta che non possono essere prese per il culo come gli elettori. Per ogni paura c'è il lodo su misura, prima il Lodo Alfano e poi il Lodo Graviano di inizio anno. Il terrorismo islamico se volesse farebbe saltare San Pietro e la Torre di Pisa. Con la paura del feroce Saladino ci hanno fracassato le palle per 10 anni, introdotto leggi sulla sicurezza con l'unico obiettivo di controllarci meglio. Eppure, in un decennio, dalle Due Torri, il terrorismo islamico in Italia non ha fatto una sola vittima. Non è stata Al Qaeda a uccidere a Messina, all'Aquila, a Viareggio, ma l'Antistato. Un islamico, Abu Omar, è invece stato rapito in questo Paese, grazie all'Antistato, e consegnato all'Egitto perché fosse torturato con comodo.

Quando la paura diminuisce (può succedere) allora arrivano le bombe o le bombette, come quella all'università Bocconi a dicembre. I bombaroli e i servizi segreti hanno creato per un ventennio quel giusto clima di paura per il Potere. Senza quella paura non avremmo avuto Craxi, Andreotti, Cossiga e forse, chissà, CIA permettendo, Berlinguer sarebbe diventato presidente del Consiglio.

Nel 2010 ci sarà la paura della Rete, dei blog, di Facebook. Ci spaventeranno i temibili guerriglieri afgani e iraqeni. Tremeremo come foglie per il clima d'odio causato da terroristi mediatici, ma anche per l'influenza cavallina (quella aviaria e suina se le sono già giocate). Ogni paura ha il suo Cavaliere Bianco, noi abbiamo avuto solo un Cavaliere Sporco che più Sporco non si può. La conoscenza è il miglior antidoto alla paura. Ognuno conta uno e ognuno può informare molti. "Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
http://www.youtube.com/watch?v=yuLkS_annFo